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Karol Józef Wojtyla
nasce a Wadowice, città a 50 km
da Cracovia, il 18 maggio 1920. E' il secondo dei due figli di Karol
Wojtyla e di Emilia Kaczorowska, che muore quando lui ha solo nove anni.
Anche il fratello maggiore non ebbe miglior sorte, morendo molto giovane
nel 1932. Nel '41, invece, decede pure il padre così che appena ventenne
il giovane Karol si trova del tutto solo.
Finiti brillantemente gli studi liceali, nel 1938 si trasferisce a
Cracovia con il padre ed inizia a frequentare la Facoltà di Filosofia
della città. Si iscrive anche allo "Studio 38", circolo teatrale che
durante la seconda guerra mondiale va avanti clandestinamente. Nel 1940
lavora come operaio nelle cave presso Cracovia e in seguito nella locale
fabbrica chimica. Evita così la deportazione ed i lavori forzati nel Terzo
Reich tedesco.
A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequenta i corsi
di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto
dall'Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel
contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch'esso
clandestino. Nell'agosto del 1944 l'arcivescovo Sapieha lo trasferisce,
insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell'arcivescovado.
Vi rimarrà fino alla fine della guerra.
Il primo novembre 1946 è ordinato sacerdote, dopo pochi giorni parte per
proseguire gli studi a Roma, dove alloggia presso i Pallottini, in Via
Pettinari. Nel 1948 discute la sua tesi sul tema della fede nelle opere di
San Giovanni della Croce. Rientra da Roma in Polonia, dove, come
viceparroco viene destinato alla parrocchia di Niegowiæ presso Gdów. Il
Senato accademico dell'Università Jagiellonica, dopo avergli riconosciuto
i titoli degli studi compiuti nel 1942-1946 a Cracovia e i successivi all'Angelicum
di Roma, gli assegna il titolo di dottore con la qualifica di ottimo.
In quel periodo, durante le sue vacanze, esercita il ministero pastorale
tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.
Nel 1953 presenta all'Università cattolica di Lublino una tesi sulla
possibilità di fondare un'etica cristiana a partire dal sistema etico di
Max Scheler. Più tardi, diviene professore di Teologia Morale ed Etica nel
seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.
Nel 1964, nominato arcivescovo metropolita di Cracovia, s'insedia
ufficialmente nella Cattedrale del Wawel. Tra il 1962 e il 1964 partecipa
alle quattro sessioni del Concilio
Vaticano II. Il 28 giugno 1967 viene
creato cardinale da Paolo VI. Nel 1972 esce "Alle basi del rinnovamento.
Studio sull'attuazione del Concilio
Vaticano II".
Il 6 agosto 1978 muore Paolo VI, Karol Wojtyla partecipa alle esequie ed
al conclave che, il 26 agosto 1978, elegge
Giovanni Paolo I (Albino
Luciani). In seguito alla improvvisa morte di quest'ultimo, il
14 ottobre 1978 inizia un nuovo Conclave e il 16 ottobre 1978 il cardinale
Karol Wojtyla viene eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II. E' il
263° Successore di Pietro. Il primo Papa non italiano dal sedicesimo
secolo: l'ultimo, infatti, era stato l'olandese Adriano VI, morto nel
1523.
Il Pontificato di Giovanni Paolo II si caratterizza in particolar modo per
i viaggi apostolici. Dall'inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo
II ha compiuto finora 141 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di
Roma, si è recato in 301 delle attuali 334 parrocchie romane . I viaggi
apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale
del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono stati finora 95 .
Di particolare importanza, sono i viaggi nei paesi dell'Est europeo, che
sanciscono la fine dei regimi comunisti e quelli in zone di guerra quali
Sarajevo (aprile 1997) e Beirut (maggio 1997), che rinnovano l'impegno
della Chiesa cattolica per la pace. Storico anche il suo viaggio a Cuba
(gennaio 1998) e l'incontro con il "Leader maximo" Fidel
Castro. Il 13 maggio 1981 è invece
segnato da un episodio gravissimo:
Ali Agca, un giovane turco, nascosto tra
la folla in piazza San Pietro gli spara due colpi di pistola, ferendolo
gravemente all'addome. Il Papa viene ricoverato al Policlinico Gemelli,
dove rimane in sala operatoria per sei ore. L'attentatore viene arrestato.
Una volta ristabilitosi lo perdona, andando a trovare Agca in carcere, in
una visita rimasta storica.
Nel 1986 un altro evento storico che si deve a Wojtyla fa il giro del
mondo. Visita infatti la sinagoga di Roma: un gesto che nessun altro
Pontefice aveva mai fatto prima. Inoltre, nel 1993, stabilisce le prime
relazioni diplomatiche ufficiali tra
Israele e Santa Sede. Da ricordare anche
l'importanza data al dialogo con le nuove generazioni e l'istituzione, nel
1986, della Giornata mondiale della gioventù, che da allora, viene
celebrata ogni anno.
Il 16 ottobre 2003 è stato il giorno dei 25 anni di pontificato;l'evento
che ha attirato l'attenzione dei media di tutto il mondo ha visto inoltre
il Presidente
Ciampi
esprimere, in un ideale abbraccio nazionale, gli auguri a Giovanni Paolo
II con un messaggio televisivo alla nazione, a reti unificate.
Nel 2005 è uscito il suo ultimo libro "Memoria
e identità", nel quale Giovanni Paolo II affronta alcuni
grandi temi della storia, in particolare le ideologie totalitarie del
Novecento, come comunismo e nazismo, e risponde agli interrogativi più
profondi della vita dei fedeli e dei cittadini del mondo.
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DOCUMENTO
OMELIA DEL CARDINAL RATZINGER
AI FUNERALI DI GIOVANNI PAOLO II
8 Aprile 2005 |
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"Seguimì dice il Signore risorto a Pietro,
come sua ultima parola a questo discepolo, scelto per pascere
le sue pecore". Così inizia l'omelia dei funerli di Giovanni
Paolo II, letta dal card. Joseph Ratzinger, decano del
collegio cardinalizio. Ecco il testo completo.
'"Seguimì - questa parola lapidaria di
Cristo può essere considerata la chiave per comprendere il
messaggio che viene dalla vita del nostro compianto ed amato
Papa Giovanni Paolo II, le cui spoglie deponiamo oggi nella
terra come seme di immortalità - il cuore pieno di
tristezza, ma anche di gioiosa speranza e di profonda
gratitudine".
"Questi sono i sentimenti del nostro
animo, Fratelli e Sorelle in Cristo, presenti in Piazza S.
Pietro, nelle strade adiacenti e in diversi altri luoghi
della città di Roma, popolata in questi giorni da un'immensa
folla silenziosa ed orante. Tutti saluto cordialmente. A
nome anche del Collegio dei Cardinali desidero rivolgere il
mio deferente pensiero ai Capi di Stato, di Governo e alle
delegazioni dei vari Paesi. Saluto le Autorità e i
Rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane, come pure
delle diverse religioni. Saluto poi gli Arcivescovi, i
Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli
tutti giunti da ogni Continente; in modo speciale i giovani,
che Giovanni Paolo II amava definire futuro e speranza della
Chiesa. Il mio saluto raggiunge, inoltre, quanti in ogni
parte del mondo sono a noi uniti attraverso la radio e la
televisione in questa corale partecipazione al solenne rito
di commiato dall'amato Pontefice".
"Seguimi - da giovane studente Karol Wojtyla a era
entusiasta della letteratura, del teatro, della poesia.
Lavorando in una fabbrica chimica, circondato e minacciato
dal terrore nazista, ha sentito la voce del Signore: Seguimi!
In questo contesto molto particolare cominciò a leggere
libri di filosofia e di teologia, entrò poi nel seminario
clandestino creato dal Cardinale Sapieha e dopo la guerra
potè completare i suoi studi nella facoltà teologica
dell'Università Jaghellonica di Cracovia. Tante volte nelle
sue lettere ai sacerdoti e nei suoi libri autobiografici ci
ha parlato del suo sacerdozio, al quale fu ordinato il primo
novembre 1946. In questi testi interpreta il suo sacerdozio
in particolare a partire da tre parole del Signore.
Innanzitutto questa: "Non voi avete scelto me, ma io ho
scelto voi e vi ho costituiti perchè andiate e portiate
frutto e il vostro frutto rimanga" (Gv 15, 16). La seconda
parola è: "Il buon pastore offre la vita per le pecore" (Gv
10, 11). E finalmente: "Come il Padre ha amato me, così
anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15, 9). In
queste tre parole vediamo tutta l'anima del nostro Santo
Padre. È realmente andato ovunque ed instancabilmente per
portare frutto, un frutto che rimane. "Alzatevi, andiamo!",
è il titolo del suo penultimo libro.
"Alzatevi, andiamo!" - con queste parole ci ha risvegliato
da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di
oggi. "Alzatevi, andiamo!" dice anche oggi a noi. Il Santo
Padre è stato poi sacerdote fino in fondo, perchè ha offerto
la sua vita a Dio per le sue pecore e per l'intera famiglia
umana, in una donazione quotidiana al servizio della Chiesa
e soprattutto nelle difficili prove degli ultimi mesi. Così
è diventato una sola cosa con Cristo, il buon pastore che
ama le sue pecore. E infine "rimanete nel mio amore": Il
Papa che ha cercato l'incontro con tutti, che ha avuto una
capacità di perdono e di apertura del cuore per tutti, ci
dice, anche oggi, con queste parole del Signore: Dimorando
nell'amore di Cristo impariamo, alla scuola di Cristo,
l'arte del vero amore".
"Seguimi! Nel luglio 1958 comincia per il
giovane sacerdote Karol Wojty'a una nuova tappa nel cammino
con il Signore e dietro il Signore. Karol si era recato come
di solito con un gruppo di giovani appassionati di canoa ai
laghi Masuri per una vacanza da vivere insieme. Ma portava
con sè una lettera che lo invitava a presentarsi al Primate
di Polonia, Cardinale Wyszynski e poteva indovinare lo scopo
dell'incontro: la sua nomina a Vescovo ausiliare di
Cracovia". "Lasciare l'insegnamento accademico, lasciare
questa stimolante comunione con i giovani, lasciare il
grande agone intellettuale per conoscere ed interpretare il
mistero della creatura uomo, per rendere presente nel mondo
di oggi l'interpretazione cristiana del nostro essere -
tutto ciò doveva apparirgli come un perdere se stesso,
perdere proprio quanto era divenuto l'identità umana di
questo giovane sacerdote. Seguimi - Karol Wojty/a accettò,
sentendo nella chiamata della Chiesa la voce di Cristo. E si
è poi reso conto di come è vera la parola del Signore: "Chi
cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece
l'avrà perduta la salverà".
"Il nostro Papa - lo sappiamo tutti - non
ha mai voluto salvare la propria vita, tenerla per sè; ha
voluto dare se stesso senza riserve, fino all'ultimo
momento, per Cristo e così anche per noi. Proprio in tal
modo ha potuto sperimentare come tutto quanto aveva
consegnato nelle mani del Signore è ritornato in modo nuovo:
l'amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte
essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova
freschezza, nuova attualità, nuova attrazione all'annuncio
del Vangelo, proprio anche quando esso è segno di
contraddizione".
"Seguimi! Nell'ottobre 1978 - prosegue
l'omelia del card. Ratzinger - il Cardinale Wojtyla ode di
nuovo la voce del Signore. Si rinnova il dialogo con Pietro
riportato nel Vangelo di questa celebrazione: "Simone di
Giovanni, mi ami? Pasci le mie pecorelle!" Alla domanda del
Signore: Karol mi ami?, l'Arcivescovo di Cracovia rispose
dal profondo del suo cuore: "Signore, tu sai tutto: Tu sai
che ti amo". L'amore di Cristo fu la forza dominante nel
nostro amato Santo Padre; chi lo ha visto pregare, chi lo ha
sentito predicare, lo sa. E così, grazie a questo profondo
radicamento in Cristo ha potuto portare un peso, che va
oltre le forze puramente umane: Essere pastore del gregge di
Cristo, della sua Chiesa universale.
Non è qui il momento di parlare dei
singoli contenuti di questo Pontificato così ricco. Vorrei
solo leggere due passi della liturgia di oggi, nei quali
appaiono elementi centrali del suo annuncio. Nella prima
lettura dice San Pietro - e dice il Papa con San Pietro - a
noi: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa
preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la
giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto.
Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele,
recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù
Cristo, che è Signore di tutti". "E, nella seconda lettura,
San Paolo - e con San Paolo il nostro Papa defunto - ci
esorta ad alta voce: "Fratelli miei carissimi e tanto
desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel
Signore così come avete imparato, carissimi".
"Seguimi! Insieme al mandato di pascere
il suo gregge, Cristo annunciò a Pietro il suo martirio. Con
questa parola conclusiva e riassuntiva del dialogo
sull'amore e sul mandato di pastore universale, il Signore
richiama un altro dialogo, tenuto nel contesto dell'ultima
cena. Qui Gesù aveva detto: "Dove vado io voi non potete
venire". Disse Pietro: "Signore, dove vai?". Gli rispose
Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi
seguirai più tardi".
"Gesù dalla cena va alla croce, va alla risurrezione -
entra nel mistero pasquale; Pietro ancora non lo può
seguire. Adesso - dopo la risurrezione - è venuto questo
momento, questo "più tardi". "Pascendo il gregge di Cristo,
Pietro entra nel mistero pasquale, va verso la croce e la
risurrezione. Il Signore lo dice con queste parole, "...quando
eri più giovane... andavi dove volevi, ma quando sarai
vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste
e ti porterà dove tu non vuoi". Nel primo periodo del suo
pontificato il Santo Padre, ancora giovane e pieno di forze,
sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo.
Ma poi sempre più è entrato nella comunione delle sofferenze
di Cristo, sempre più ha compreso la verità delle parole:
"Un altro ti cingerà...". E proprio in questa comunione col
Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata
intensità annunciato il Vangelo, il mistero
dell'amore che va fino alla fine".
"Egli ha interpretato per noi il mistero
pasquale come mistero della divina misericordia. Scrive nel
suo ultimo libro: Il limite imposto al male "è in definitiva
la divina misericordia" ("Memoria e identità", pag. 70). E
riflettendo sull'attentato dice: "Cristo, soffrendo per
tutti noi, ha conferito un nuovo senso alla sofferenza; l'ha
introdotta in una nuova dimensione, in un nuovo ordine:
quello dell'amore... È la sofferenza che brucia e consuma il
male con la fiamma dell'amore e trae anche dal peccato una
multiforme fioritura di bene" (pag. 199). Animato da questa
visione, il Papa ha sofferto ed amato in comunione con
Cristo e perciò il messaggio della sua sofferenza e del suo
silenzio è stato così eloquente e fecondo".
"Divina Misericordia: Il Santo Padre
ha trovato il riflesso più puro della misericordia di Dio
nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la
mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le
parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui
personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il
discepolo prediletto: l'ha accolta nell'intimo del suo
essere - Totus tuus. E dalla madre ha imparato a conformarsi
a Cristo".
"Per tutti noi rimane indimenticabile
come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il
Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato
ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed
un'ultima volta ha dato la benedizione "Urbi et orbi".
"Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso
alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice.
Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara
anima alla Madre di Dio, tua Madre, che ti ha guidato ogni
giorno e ti guiderà adesso alla gloria eterna del Suo
Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Amen".
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IL TESTAMENTO DEL PAPA
TOTUS TUUS
7 Aprile 2005
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"Totus Tuus ego sum
Nel Nome della Santissima Trinità. Amen". Inizia
così il testo del testamento del papa Giovanni
Paolo II in data 6 marzo 1979 con le aggiunte
successive.
"Vegliate, perchè non sapete in quale giorno
il Signore vostro verrà" (cf. Mt 24, 42) -
queste parole mi ricordano l'ultima chiamata,
che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà.
Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che
fa parte della mia vita terrena mi prepari a
questo momento. Non so quando esso verrà, ma
come tutto, anche questo momento depongo nelle
mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus.
Nelle stesse mani materne lascio tutto e
Tutti coloro con i quali mi ha collegato la mia
vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio
soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e
tutta l'umanità. Ringrazio tutti. A tutti chiedo
perdono. Chiedo anche la preghiera, affinchè la
Misericordia di Dio si mostri più grande della
mia debolezza e indegnità.
Durante gli esercizi spirituali ho riletto
il testamento del Santo Padre Paolo VI. Questa
lettura mi ha spinto a scrivere il presente
testamento.
Non lascio dietro di me alcuna proprietà di
cui sia necessario disporre. Quanto alle cose di
uso quotidiano che mi servivano, chiedo di
distribuirle come apparirà opportuno. Gli
appunti personali siano bruciati. Chiedo che su
questo vigili don Stanislao, che ringrazio per
la collaborazione e l'aiuto così prolungato
negli anni e così comprensivo. Tutti gli altri
ringraziamenti invece, li lascio nel cuore
davanti a Dio stesso, perchè è difficile
esprimerli.
Per quanto riguarda il funerale, ripeto le
stesse disposizioni, che ha dato il Santo Padre
Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro
nella terra, non in un sarcofago, 13.3.92)."Apud
Dominum misericordia et copiosa apud Eum
redemptio". Segue la firma e la data e poi
un'aggiunta del 5 marzo 1990: "Dopo la morte
chiedo Sante Messe e preghiere".
Poi un foglio senza data:
"Esprimo la più profonda fiducia che, malgrado
tutta la mia debolezza, il Signore mi concederà
ogni grazia necessaria per affrontare secondo la
Sua volontà qualsiasi compito, prova e
sofferenza che vorrà richiedere dal Suo servo,
nel corso della vita. Ho anche fiducia che non
permetterà mai che, mediante qualche mio
atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa
tradire i miei obblighi in questa santa Sede
Petrina.
"Anche durante questi
esercizi spirituali - si legge in data degli
esercizi spirituali 24 febbraio-3 marzo 1980 -
ho riflettuto sulla verità del Sacerdozio di
Cristo nella prospettiva di quel Transito che
per ognuno di noi è il momento della propria
morte. Del congedo da questo mondo - per nascere
all'altro, al mondo futuro, segno eloquente
(aggiunto sopra: decisivo) è per noi la
Risurrezione di Cristo.
Ho letto dunque la registrazione del mio
testamento dell'ultimo anno, fatta anch'essa
durante gli esercizi spirituali - l'ho
paragonata con il testamento del mio grande
Predecessore e Padre Paolo VI, con quella
sublime testimonianza sulla morte di un
cristiano e di un papa - e ho rinnovato in me la
coscienza delle questioni, alle quali si
riferisce la registrazione del 6.III. 1979
preparata da me (in modo piuttosto provvisorio).
Oggi desidero aggiungere ad essa solo
questo, che ognuno deve tener presente la
prospettiva della morte. E deve esser pronto a
presentarsi davanti al Signore e al Giudice - e
contemporaneamente Redentore e Padre. Allora
anche io prendo in considerazione questo
continuamente, affidando quel momento decisivo
alla Madre di Cristo e della Chiesa - alla Madre
della mia speranza. I tempi, nei quali viviamo,
sono indicibilmente difficili e inquieti.
Difficile e tesa è diventata anche la via della
Chiesa, prova caratteristica di questi tempi -
tanto per i Fedeli, quanto per i Pastori. In
alcuni Paesi (come p.e. in quello di cui ho
letto durante gli esercizi spirituali), la
Chiesa si trova in un periodo di persecuzione
tale, da non essere inferiore a quelle dei primi
secoli, anzi li supera per il grado della
spietatezza e dell'odio. Sanguis martyrum -
semen christianorum. E oltre questo - tante
persone scompaiono innocentemente, anche in
questo Paese in cui viviamo...
Desidero ancora una volta totalmente
affidarmi alla grazia del Signore. Egli stesso
deciderà quando e come devo finire la mia vita
terrena e il ministero pastorale. Nella vita e
nella morte Totus Tuus mediante
l'Immacolata. Accettando già ora questa morte,
spero che il Cristo mi dia la grazia per
l'ultimo passaggio, cioè la [mia] Pasqua. Spero
anche che la renda utile anche per questa più
importante causa alla quale cerco di servire: la
salvezza degli uomini, la salvaguardia della
famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e
dei popoli (tra essi mi rivolgo anche in modo
particolare alla mia Patria terrena), utile per
le persone che in modo particolare mi ha
affidato, per la questione della Chiesa, per la
gloria dello stesso Dio.
Non desidero aggiungere niente a quello che
ho scritto un anno fa - solo esprimere questa
prontezza e contemporaneamente questa fiducia,
alla quale i presenti esercizi spirituali di
nuovo mi hanno disposto". Dopo la firma segue "Totus
Tuus ego sum".
Il 3 marzo 1982 si legge:
"Nel corso degli esercizi spirituali di quest'anno
ho letto (più volte) il testo del testamento del
6.III.1979. Malgrado che tuttora lo consideri
come provvisorio (non definitivo), lo lascio
nella forma nella quale esiste. Non cambio (per
ora) niente, e neppure aggiungo, per quanto
riguarda le disposizioni in esso contenute.
L'attentato alla mia vita il 13.V.1981 in
qualche modo ha confermato l'esattezza delle
parole scritte nel periodo degli esercizi
spirituali del 1980 (24.II - 1.III) Tanto più
profondamente sento che mi trovo totalmente
nelle Mani di Dio - e resto continuamente a
disposizione del mio Signore, affidandomi a Lui
nella Sua Immacolata Madre (Totus Tuus)".
E il 5 marzo 1982 aggiunge
"In connessione con l'ultima frase del mio
testamento del 6.III 1979 (: "Sul luogo /il
luogo cioè del funerale/ decida il Collegio
Cardinalizio e i Connazionali") - chiarisco che
ho in mente: il metropolita di Cracovia o il
Consiglio Generale dell'Episcopato della Polonia
- al Collegio Cardinalizio chiedo intanto di
soddisfare in quanto possibile le eventuali
domande dei su elencati".
Il 1 marzo 1985 (nel corso
degli esercizi spirituali) si legge "Ancora -
per quanto riguarda l'espressione "Collegio
Cardinalizio e i Connazionali": il "Collegio
Cardinalizio" non ha nessun obbligo di
interpellare su questo argomento "i
Connazionali"; può tuttavia farlo, se per
qualche motivo lo riterrà giusto". E la firma è
una sigla "JPII".
Si salta poi agli esercizi
spirituali dell'anno giubilare 2000 che si
svolgono dal 12 al 18 marzo.
"Quando nel giorno 16 ottobre 1978 il
conclave dei cardinali scelse Giovanni Paolo II,
- vi si legge - il Primate della Polonia Card.
Stefan Wyszynski mi disse: "Il compito del nuovo
papa sarà di introdurre la Chiesa nel Terzo
Millennio". Non so se ripeto esattamente la
frase, ma almeno tale era il senso di ciò che
allora sentii. Lo disse l'Uomo che è passato
alla storia come Primate del Millennio. Un
grande Primate. Sono stato testimone della sua
missione, del Suo totale affidamento. Delle Sue
lotte: della Sua vittoria. "La vittoria, quando
avverrà, sarà una vittoria mediante Maria" -
queste parole del suo Predecessore, il card.
August Hlond, soleva ripetere il Primate del
Millennio.
In questo modo sono stato in qualche maniera
preparato al compito che il giorno 16 ottobre
1978 si è presentato davanti a me. Nel momento
in cui scrivo queste parole, l'Anno giubilare
del 2000 è già una realtà in atto. La notte del
24 dicembre 1999 è stata aperta la simbolica
Porta del Grande Giubileo nella Basilica di San
Pietro, in seguito quella di San Giovanni in
Laterano, poi di Santa Maria Maggiore - a
capodanno, e il giorno 19 gennaio la Porta della
Basilica di San Paolo "fuori le mura". Quest'ultimo
avvenimento, per via del suo carattere
ecumenico, è restato impresso nella memoria in
modo particolare.
2. A misura che l'Anno Giubilare 2000 va
avanti, di giorno in giorno si chiude dietro di
noi il secolo ventesimo e si apre il secolo
ventunesimo. Secondo i disegni della Provvidenza
mi è stato dato di vivere nel difficile secolo
che se ne sta andando nel passato, e ora
nell'anno in cui l'età della mia vita giunge
agli anni ottanta ("octogesima adveniens"),
bisogna domandarsi se non sia il tempo di
ripetere con il biblico Simeone "Nunc dimittis".
Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno
dell'attentato al Papa durante l'udienza
generale in Piazza San Pietro, la Divina
Provvidenza mi ha salvato in modo miracoloso
dalla morte. Colui che è unico Signore della
vita e della morte Lui stesso mi ha prolungato
questa vita, in un certo modo me l'ha donata di
nuovo. Da questo momento essa ancora di più
appartiene a Lui. Spero che Egli mi aiuterà a
riconoscere fino a quando devo continuare questo
servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16
ottobre 1978. Gli chiedo di volermi richiamare
quando Egli stesso vorrà. "Nella vita e nella
morte apparteniamo al Signore... siamo del
Signore" (cf. Rm 14, 8). Spero anche che fino a
quando mi sarà donato di compiere il servizio
Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio
voglia prestarmi le forze necessarie per questo
servizio.
3. Come ogni anno durante gli esercizi
spirituali ho letto il mio testamento del
6.III.1979. Continuo a mantenere le disposizioni
contenute in esso. Quello che allora, e anche
durante i successivi esercizi spirituali è stato
aggiunto costituisce un riflesso della difficile
e tesa situazione generale, che ha marcato gli
anni ottanta. Dall'autunno dell'anno 1989 questa
situazione è cambiata. L'ultimo decennio del
secolo passato è stato libero dalle precedenti
tensioni; ciò non significa che non abbia
portato con sè nuovi problemi e difficoltà. In
modo particolare sia lode alla Provvidenza
Divina per questo, che il periodo della così
detta "guerra fredda" è finito senza il violento
conflitto nucleare, di cui pesava sul mondo il
pericolo nel
periodo precedente.
4. Stando sulla soglia del
terzo millennio "in medio Ecclesiae", desidero
ancora una volta esprimere gratitudine allo
Spirito Santo per il grande dono del Concilio
Vaticano II, al quale insieme con l'intera
Chiesa - e soprattutto con l'intero episcopato -
mi sento debitore. Sono convinto che ancora a
lungo sarà dato alle nuove generazioni di
attingere alle ricchezze che questo Concilio del
XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha
partecipato all'evento conciliare dal primo
all'ultimo giorno, desidero affidare questo
grande patrimonio a tutti coloro che sono e
saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per
parte mia ringrazio l'eterno Pastore che mi ha
permesso di servire questa grandissima causa nel
corso di tutti gli anni del mio pontificato.
"In medio Ecclesiae"... dai primi anni del
servizio vescovile - appunto grazie al Concilio
- mi è stato dato di sperimentare la fraterna
comunione dell'Episcopato. Come sacerdote
dell'Arcidiocesi di Cracovia avevo sperimentato
che cosa fosse la fraterna comunione del
presbiterio - il Concilio ha aperto una nuova
dimensione di questa esperienza.
5. Quante persone dovrei qui elencare!
Probabilmente il Signore Dio ha chiamato a Sè la
maggioranza di esse - quanto a coloro che ancora
si trovano da questa parte, le parole di questo
testamento li ricordino, tutti e dappertutto,
dovunque si trovino.
Nel corso di più di vent'anni da cui svolgo
il servizio Petrino "in medio Ecclesiae" ho
sperimentato la benevola e quanto mai feconda
collaborazione di tanti Cardinali,
Arcivescovi e Vescovi, tanti sacerdoti, tante
persone consacrate - Fratelli e Sorelle - infine
di tantissime persone laiche, nell'ambiente
curiale, nel Vicariato della Diocesi di Roma,
nonchè fuori di questi ambienti. Come non
abbracciare con grata memoria tutti gli
Episcopati nel mondo, con i quali mi sono
incontrato nel succedersi delle visite "ad
limina Apostolorum"! Come non ricordare anche
tanti Fratelli cristiani - non cattolici! E il
rabbino di Roma e così numerosi rappresentanti
delle religioni non cristiane! E quanti
rappresentanti del mondo della cultura, della
scienza, della politica, dei mezzi di
comunicazione sociale!
6. A misura che si avvicina
il limite della mia vita terrena ritorno con la
memoria all'inizio, ai miei Genitori, al
Fratello e alla Sorella (che non ho conosciuto,
perchè morì prima della mia nascita), alla
parrocchia di Wadowice, dove sono stato
battezzato, a quella città del mio amore, ai
coetanei, compagne e compagni della scuola
elementare, del ginnasio, dell'università, fino
ai tempi dell'occupazione, quando lavorai come
operaio, e in seguito alla parrocchia di
Niegowic, a quella cracoviana di S. Floriano,
alla pastorale degli accademici, all'ambiente...
a tutti gli ambienti... a Cracovia e a Roma...
alle persone che in modo speciale mi sono state
affidate dal Signore.
A tutti voglio dire uno sola cosa: "Dio vi
ricompensi"
"In manus Tuas, Domine, commendo spiritum meum".
La data è del 17 marzo 2000.
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L’opera del Santo Padre per
la custodia del Deposito della Fede e la preservazione
della
Disciplina Ecclesiastica. |
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1978L’opera
del Santo Padre per la custodia del Deposito della Fedee la
preservazione della Disciplina
• Il primo documento ufficiale "ad extra" del nuovo Pontefice è una
lettera del 2 dicembre 1978 al segretario generale dell'Onu, Kurt
Waldheim, in occasione del 30° anniversario della firma della
dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Il Pontefice chiede
alle Nazioni Unite e a tutti gli Stati di garantire e difendere in
ogni modo i diritti umani e, in particolare, la libertà religiosa. E’
l’alba di un grandissimo Pontificato, che – come cercheremo di
evidenziare attraverso alcuni degli interventi di Giovanni Paolo II -
non si limiterà soltanto all’evangelizzazione agli "uomini di
volontà", ma vedrà anche un notevolissimo sforzo di conservazione del
Deposito della Fede e della disciplina interna alla Chiesa.
Presentiamo di seguito un elenco commentato dei principali di questi
aspetti lasciati artatamente in ombra dal mondo mediatico. Si tratta
di un elenco che, per ragioni di spazio, non è certamente completo ma
che, per finalità proposte, può essere considerato significativo.
1979
• Intervenendo il 28 gennaio, a
Puebla (Messico), alla III Conferenza generale dell'episcopato
latino-americano, il Papa condanna una certa "teologia della
liberazione", ossia una diffusissima eresia di stampo socialistico
che si va espandendo particolarmente nella Chiesa latino-americana:
"[…] è un errore affermare che la liberazione politica, economica e
sociale coincide con la salvezza in Gesù Cristo; che il "Regnum Dei"
si identifica con il "Regnum hominis". Si ingenera, in alcuni casi, un
atteggiamento di sfiducia verso la Chiesa "istituzionale" o
"ufficiale", qualificata come alienante, e alla quale si opporrebbe
un’altra Chiesa "popolare", "che nasce dal popolo" e si concreta nei
poveri".
• Il Santo Padre nomina l'arcivescovo colombiano Mons. López Trujillo
(nel 1972 segretario generale e attualmente presidente del Pontificio
Consiglio per la famiglia), presidente del Celam, la Conferenza
Episcopale Latino-Americana. Il prelato sarà un fedelissimo esecutore
del mandato Pontificio, in particolare per la drammatica situazione
infra ecclesiale dovuta alla diffusione di una certa Teologia della
liberazione.
• Il redentorista tedesco Bernhard Haering, per anni docente
all'Accademia alfonsiana di Roma, uno dei teologi più alla moda del
post-Concilio, viene convocato (27 febbraio) dalla Congregazione per
la Dottrina della Fede (d'ora in poi, Cdf) che gli chiede
l'impegno solenne di non criticare più l'Humanae vitae -
l'enciclica con cui, nel 1968, Paolo VI aveva ripetuto l’immoralità
della contraccezione. Haering, purtroppo, rifiuta.
• La Cdf proibisce al teologo domenicano francese Jacques
Pohier di presiedere assemblee liturgiche e di insegnare
pubblicamente. Su Dio, e sull'Eucaristia, il teologo
aveva espresso in pubblico le proprie elucubrazioni ambigue e
fuorvianti. Dopo il Concilio Vaticano II, è la prima volta che la Sede
Apostolica sanziona con questa misura chi propugna errori conto la
fede e i costumi
• Il Santo Padre, pellegrino negli USA, reitera la dottrina cattolica
in occasione di una richiesta della rappresentante delle suore
statunitensi intesa a permettere l'accesso delle donne "a tutti
i ministeri nella Chiesa". Al contrario, a Washington, il 7
ottobre, il Papa ricorda che "la fedeltà a Cristo, soprattutto
nella vita religiosa, non può essere mai separata dalla fedeltà alla
Chiesa […] non è da sottovalutare il fatto che la vostra
consacrazione a Dio deve manifestarsi nel segno esteriore permanente
di un semplice e idoneo abito religioso".
• In dicembre, il famoso teologo olandese Edward Schillebeeckx
viene ascoltato a Roma dalla Cdf. Si tratta di una prima
verifica delle proposizioni più ambigue del teologo che, purtroppo,
non porterà mai lo Schillebeeckx a una piena riabilitazione.
• La Cdf il 15 dicembre dichiara: "Il professor Hans Küng
[svizzero-tedesco] è venuto meno, nei suoi scritti, all'integrità
della verità della fede cattolica, e pertanto non può più essere
considerato teologo cattolico né può, come tale, esercitare il compito
di insegnare". Il teologo, forse il più alla moda del periodo post
conciliare, aveva messo in discussione il dogma dell’infallibilità
papale, erroneamente contrapponendolo a quello dell’indefettibilità
della Chiesa.
1980
• In gennaio, in un Sinodo particolare dedicato all'Olanda, il Papa
corregge alcune ambiguità ed esagerazioni del c.d. "Concilio"
pastorale olandese (1966-1970), diffuse da alcuni centri di
propaganda negli anni precedenti. Alla conclusione i vescovi olandesi
adottano risoluzioni concernenti il sacerdozio ministeriale, la vita
religiosa, la partecipazione del laicato alla missione della Chiesa, i
sacramenti, l’Eucaristia e la confessione, la liturgia, la catechesi e
l’ecumenismo in linea con l’insegnamento di Cristo. Al termine viene
appositamente costituito un Consiglio sinodale per promuovere e
coordinare l’applicazione delle risoluzioni sinodali.
• La Cdf, con la Lettera Circolare "La dispensa dal celibato
sacerdotale", del 14 ottobre, ristabilisce le norme riguardanti
la dispensa dal celibato e la riduzione allo stato laicale dei
sacerdoti che abbandonano il ministero.
• Il prefetto della Cdf, card. Franjo Seper, il 20 novembre scrive al
p. Edward Schillebbeckx per ripetere che i chiarimenti
teologici da lui forniti anche a Roma "non sono sufficienti per
eliminare le ambiguità (cristologiche)" dei suoi scritti.
1981
• Il 17 febbraio la CdF interviene per una rettifica circa alcune
troppo benevole interpretazioni contenute, tra l'altro, nella
"Dichiarazione della Conferenza dei Vescovi della Germania", del
12-5-1980. Il vecchio Codice (can. 2335), sotto pena di scomunica,
proibiva ai cattolici di iscriversi alle associazioni massoniche o ad
altre dello stesso tipo. Nel 1974, pur ribadendo la stessa norma, la
Congregazione per la dottrina della fede specificava che la condanna
riguarda «soltanto quei cattolici che si iscrivono ad associazioni le
quali di fatto operano contro la Chiesa». Nella Dichiarazione del 1981
la stessa Congregazione interveniva affermando che «non è stata
cambiata in nessuna forma l'attuale disciplina canonica che prosegue
nel suo totale vigore [...] non è stata abrogata la scomunica né le
altre pene previste» e specificava che il documento del 1974 intendeva
essere «un richiamo ai principi generali [...] per la soluzione dei
casi di singole persone che possono essere sottoposti al giudizio
degli ordinari», senza demandare agli Ordinari o alla Conferenze
Episcopali questioni di natura dottrinale non di loro competenza.
• In ottobre il Papa nomina un suo delegato di fiducia per aiutare nel
discernimento e soccorrere la Compagnia di Gesù
nell’adempimento del suo carisma originario. Si tratta di
un’attenzione pastorale della quale non si hanno precedenti riscontri.
• Nell'esortazione apostolica postsinodale Familiaris consortio
(22 novembre) il Papa ribadisce che i divorziati cristiani
risposati non possono accedere all'Eucaristia, e che debbono
vivere come fratello e sorella.
1982
• Il 27 marzo la Cdf interviene per rettificare alcune
ambiguità e lacune in tema di ecumenismo, contenute nel Rapporto
finale della Commissione Internazionale Anglicana Romano-Cattolica.
• Il 29 giugno il Papa scrive ai vescovi del Nicaragua per
condannare la "Chiesa popolare" (cioè quella collegata alle Comunità
"di base" e a una certa Teologia della Liberazione).
• Il 23 agosto la Sede Apostolica – suscitando l’entusiasmo di decine
di vescovi e milioni di fedeli - erige la "Prelatura personale di
Santa Croce e Opus Dei".
1983
• Il 25 gennaio il Papa promulga il nuovo Codice di diritto
canonico; una guida pastorale nella quale spicca una rinnovata,
fermissima carità disciplinare, permeata da profondo spirito pastorale
e attenzione alla situazione della Chiesa nel mondo.
• A Managua, nel corso della visita pastorale in Nicaragua, governata
da un feroce regime socialista, in marzo, il Papa rimprovera
coraggiosamente e pubblicamente padre Ernesto Cardenal, che ha
accettato di entrare a far parte del governo sandinista. Alla Santa
Messa, resiste impavido all'organizzata contestazione di sedicenti
''madri della rivoluzione'', che sacrilegamente gridano fino a coprire
la voce del Papa; riprendendo la parola il Santo Padre ripete la ferma
condanna della c.d. "Chiesa popolare" e del "falso ecumenismo"
dei cristiani impegnati nel locale processo rivoluzionario.
• La Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari ottiene che
suor Agnes Mary Mansour, delle "Sorelle della misericordia",
abbandoni l'Istituto. La suora non aveva accettato di interrompere la
sua attività di direttrice presso i servizi sociali dello stato del
Michigan (USA) preposti al rimborso delle spese delle donne che
abortiscono. E’ il primo di una lunghissima serie di abbandoni di
religiose lasciatesi irretire dalla modernità.
• Verifica delle posizioni espresse pubblicamente da mons. Raymond
Hunthausen, arcivescovo di Seattle, a favore del disarmo e
dell'obiezione fiscale. La visita ispettiva, su incarico della Santa
Sede, è condotta da mons. James Hickey, arcivescovo di Washington
• Il 26 novembre, a fronte di alcune maliziose interpretazioni del
Nuovo Codice di Diritto Canonico, che non contiene più il termine
"massoneria", la CdF risponde a un quesito ribadendo che "Rimane
pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle
associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre
considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò
l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle
associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono
accedere alla Santa Comunione. Non compete alle autorità
ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni
massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra
stabilito". Due anni dopo, perdurando i tentativi di sminuire la
portata della plurisecolare condanna della massoneria, la CdF tornerà
ad intervenire sull'argomento con un sintetico ma efficace testo
comparso su L'Osservatore Romano del 23-2-1985, nel quale si spiega
che la principale ragione dell'inconciliabilità tra cattolicesimo e
massoneria è costituita dall'impossibilità di essere indifferente alla
distinzione tra la sola verità e le innumerevoli forme di errore.
1984
• La Cdf pone sotto verifica alcune opere del teologo "della
liberazione" peruviano Gustavo Gutierrez perché in esse si teme
"l'influenza del marxismo".
• Il 13 giugno la Cdf chiede ancora una volta a P.
Schillebeeckx l’adesione alla dottrina cattolica sul sacerdozio,
questa volta manifestando adesione alla lettera "Sacerdotium
ministeriale" dell’anno precedente.
• Con l'Istruzione Libertatis nuntius del 6 agosto, la Cdf
condanna "una certa Teologia della liberazione" di stampo
socialista e marxista.
• Il 7 settembre, il francescano Leonard Boff, teologo
brasiliano "della liberazione", viene convocato a Roma.
• Incontro a Roma i vescovi peruviani per chiarimenti circa una
certa Teologia della Liberazione.
• In dicembre il generale dei gesuiti, p. Peter-Hans Kolvenbach,
espelle dall'ordine p. Fernando Cardenal (fratello di Ernesto),
ministro dell'educazione nel governo socialista nicaraguense.
• Con l'esortazione apostolica post-sinodale Reconciliatio et
paenitentia (2 dicembre) il Papa ricorda la corretta prassi del
sacramento della confessione e condanna gli abusi circa la "confessione
comunitaria" come mezzo ordinario per confessarsi.
1985
• Padre Gyorgy Bulanyi, sacerdote ungherese delle Comunità "di
base", sostenitore dell'obiezione di coscienza al servizio militare –
che egli ritiene intrinsecamente malvagio - viene chiamato a Roma
dalla Cdf per un colloquio. Gli scritti di p. Bulanyi erano già
stati vagliati dalla Congregazione per il Clero.
• Con una notificazione dell'11 marzo la Cdf dichiara che "le
opzioni di Leonard Boff [contenute nel libro Chiesa,
carisma e potere] sono tali da mettere in pericolo la sana dottrina
della fede".
• Alcune Congregazioni romane, su segnalazione di congregazioni
religiose femminili fedeli all’ortoprassi cattolica, bloccano alcune
deviazioni delle suore Carmelitane Scalze.
• Il controverso vescovo brasiliano Dom Helder Câmara viene
sostituito da mons. José Cardoso Sobrinho, che provvede al riordino
della diocesi attraverso una lunga serie di richieste di chiarimento –
e, a fronte di ribellione, di allontanamento - di docenti, religiosi e
sacerdoti vicini ad una certa Teologia della liberazione.
• Tra il 9 ed il 13 aprile, si svolge a Loreto il II Convegno della
Chiesa italiana, dal titolo: "Riconciliazione cristiana e
comunità degli uomini". L'intervento del Papa a quel convegno
segna l’inizio di una rinnovata cura pastorale di Giovanni Paolo II
per la Chiesa che è in Italia. Un anno dopo, il 26 giugno 1986,
Giovanni Paolo II nomina Mons. Camillo Ruini segretario della Cei. Il
prelato svolgerà un delicato ruolo inteso all’adeguamento della
cristianità italiana alle necessità della Nuova Evangelizzazione
ispirata dallo Spirito Santo a Giovanni Paolo II. Per l’Azione
Cattolica, tale adeguamento verrà svolto da mons. Antonio Bianchin,
dal 1987 nuovo Assistente generale, che procede a un rinnovamento dei
quadri direttivi nazionali, troppo sbilanciata sulla diocesi
ambrosiana.
1986
• Il 22 marzo è pubblicata l’Istruzione della Cdf Libertatis
Coscientia su Libertà cristiana e liberazione, con
una nuova messa in guardia verso l’influenza di socialismo e marxismo
nella prassi pastorale.
• In una Notificazione del 15 settembre la Cdf afferma che "la
concezione del ministero così come è esposta dal professor
Schillebeeckx rimane in disaccordo con l'insegnamento della Chiesa
su punti importanti".
• La Cdf (25 luglio) dichiara "non idoneo all'insegnamento
della teologia cattolica" il teologo statunitense Charles
Curran, critico del Magistero dell’enciclica di Paolo VI
Humanae vitae e confuso sostenitore di una presunta "legittimità
del dissenso dall'autorità".
• L'arcivescovo statunitense di Seattle, mons. Raymond Hunthausen,
tramite una lettera, informa i suoi sacerdoti di aver rinunciato, su
indicazione della Sede Apostolica, a poteri pastorali nei seguenti
importanti campi: tribunale diocesano, liturgia, formazione del clero,
sacerdoti che hanno lasciato il ministero, questioni morali.
• Vede la luce la coraggiosissima lettera Homosexualitatis
problema (1° ottobre) della Cdf, che ribadisce come "l'inclinazione
[omosessuale] stessa dev'essere considerata come oggettivamente
disordinata"; e che in nessun modo può essere moralmente accettato
l'esercizio della sessualità tra persone dello stesso sesso. Le forze
infernali si scatenano in una violenta campagna di denigrazione di S.
Em.za il card. Ratzinger.
1987
• L'abate della basilica romana di
San Paolo fuori le Mura, P. Giuseppe Nardin, rassegna le
proprie dimissioni e si ritira in un luogo di preghiera a seguito di
osservazioni sulla di lui collaborazione con il precedente abate,
Giovanni Franzoni, fondatore della Comunità "di base" di san Paolo
e già fiancheggiatore del Partito Comunista.
• La Cdf consiglia mons. Mattew Clark, della diocesi
statunitense di Rochester, di ritirare l'imprimatur a un
manuale sulla sessualità di ausilio ai genitori per l'educazione dei
figli scritto da cattolici.
• Ad aprile il comboniano padre Alex Zanotelli, su richiesta
del prefetto del dicastero per l'Evangelizzazione dei Popoli (ex
Propaganda fide, da cui dipendono le Congregazioni missionarie), card.
Josef Tomko, si dimette dalla direzione (assunta nel 1978) del mensile
"Nigrizia". Lo Zanotelli aveva dato un’impronta fortemente
socialistica alla rivista, che da tempo non aveva più alcuna traccia
del suo nativo carattere missionario.
• La Congregazione per i Religiosi provvede alla correzione di alcune
fuorvianti interpretazioni del Concilio Vaticano II in merito a
presunte "pari opportunità" di
religiosi laici e religiosi sacerdoti nella guida degli Ordini e
Istituti religiosi. L’Ordine dei Cappuccini si segnala tra i primi che
provvedono a rettificare alcune disposizioni capitolari.
1988
• Su proposta della Cdf, sono destituiti i gesuiti José
Maria Castillo e Juan Antonio Estrada dall'insegnamento
universitario e il claretiano Benjamin Forcano dalla direzione
del periodico "Mision Abierta".
• La Congregazione per il Culto Divino il 2 giugno riafferma che non è
in alcun modo ammesso offrire il sacrificio eucaristico in assenza
di un sacerdote validamente ordinato.
• Con la costituzione apostolica Pastor bonus (28 giugno) il
Santo Padre riordina l’organizzazione della Sede Apostolica
romana, dando ad essa nuovo slancio nel coordinamento dell'episcopato
e del Sinodo dei vescovi.
• Il 1° luglio la Cdf pubblica la "Professione di fede" e il "Giuramento
di fedeltà", ricordando, tra l'altro, il dovere di obbedienza in
coscienza a "tutti i contenuti trasmessi dal Magistero ordinario e
universale della Chiesa" e alle "verità circa la dottrina che
riguarda la fede o i costumi" e agli "insegnamenti del
Pontefice" e "del collegio episcopale" quando "esercita
il suo Magistero autentico".
• Il decreto Dominus Marcellus Lefebvre della Congregazione per
i vescovi, del 1° luglio 1988, commina la scomunica per scisma
all’arcivescovo pseudo tradizionalista Marcel Lefebvre e ai
suoi seguaci. Il Santo Padre con il Motu proprio "Ecclesia Dei" del 2
luglio, auspica che "si metta in luce la continuità del Concilio
con la Tradizione".
• Nella lettera apostolica Mulieris dignitatem (15 agosto) il
Santo Padre riafferma il dogma sulla ordinazione sacerdotale
riservata alle persone di sesso maschile.
• Il nunzio apostolico del Brasile, mons. Carlo Furno, consegna a
mons. Pedro Casaldáliga, vescovo di São Felix do Araguaia, una
lettera (Intimatio) in cui lo si ammonisce per le sue simpatie
per la Teologia della Liberazione e si impongono limiti ai suoi
compiti pastorali. Purtroppo il vescovo – talvota ripreso anche in
abiti da guerrigliero - rifiuta la lettera.
1989
• Il 6 gennaio 163 teologi e teologhe di area germanofona
firmano la "Dichiarazione di Colonia" in cui contestano il
fatto che alla Sede Apostolica si debba obbedienza sia su alcune
verità fondamentali della fede riguardanti Gesù Cristo che altre
esposte dal magistero ordinario universale (in particolare
relativamente all’enciclica di Papa Paolo VI Humanae vitae).
Essi, inoltre, rivendicano una sorta di "votazione popolare" per la
nomina dei vescovi. Il Santo Padre, direttamente o indirettamente,
respingerà punto per punto le richieste dei ribelli.
• La Santa Sede pone il veto alla pubblicazione di un libro che
avrebbe dovuto contenere gli atti di un congresso di moralisti
cattolici svoltosi a Roma, all'Accademia alfonsiana, nell'aprile
dell'88. Il volume avrebbe dovuto riportare una relazione del p.
Bernhard Haering (già convocato dalla Cdf nel 1979), nella
quale il discusso teologo criticava l'antropologia e la teologia che
sottostanno all'enciclica paolina Humanae vitae, che nel
pontificato di Giovanni Paolo II assume il ruolo di baluardo per la
difesa della sessualità umana.
• Per intervento diretto della Congregazione per l'Educazione
Cattolica, la Pontificia Università Lateranense ritira al professor
don Luigi Sartori - uno dei teologi italiani più alla moda - la
cattedra di Ecumenismo. Don Sartori è uno dei promotori del manifesto
di teologi italiani ribelli corrispondente alla "Dichiarazione di
Colonia".
• A marzo padre Eugenio Melandri lascia, dopo dieci anni, la
direzione del mensile dei missionari saveriani "Missione Oggi".
Da tempo il periodico suscitava il dolore e la preoccupazione di S.
Em.za il card. Josef Tomko, prefetto della Congregazione per
l'Evangelizzazione dei Popoli, a causa della linea editoriale
caratterizzata da una smaccata politicizzazione, per giunta di parte.
Tale disorientamento si era manifestato in particolare con un numero
tutto dedicato al regime socialista del Nicaragua e in occasione di
una tornata elettorale, schierandosi apertamente con i partiti della
sinistra.
• Il gesuita direttore di "Estudes", Paul Valadier, uno dei 157
teologi francofoni firmatari di una lettera di solidarietà ai 163
ribelli della "Dichiarazione di Colonia", si dimette dall'incarico.
• La Cdf, in novembre, alla vigilia dell'assemblea annuale
della Conferenza episcopale statunitense, richiede la cancellazione
dall'ordine del giorno della discussione di un ambiguo testo sul
rapporto paritetico vescovi-teologi e sulle "Responsabilità
ecclesiali del teologo".
• Don Vittorio Cristelli, direttore del settimanale diocesano
"Vita trentina", si dimette dall’incarico. Il settimanale aveva
pubblicato il documento dei 63 teologi italiani in sostegno della
"Dichiarazione" dei ribelli di Colonia.
• La Congregazione per l'Educazione Cattolica decreta la chiusura in
Brasile del seminario regionale del Nordeste 2 e dell'Istituto
teologico di Refice, entrambi fondati da mons. Helder Câmara.
La motivazione trova radice nell’educazione "non affidabile" in essi
impartita.
• La Segreteria di Stato (7 agosto) riafferma che né la Joc (Gioventù
operaia cristiana) né la correlata Joci (Gioventù operaia
cristiana internazionale) sono più riconosciute come legittimi
interlocutori dalla Santa Sede. La decisione trova ragione a causa di
una smaccata politicizzazione di parte dei due organismi.
• La Congregazione per i Religiosi istituisce un coordinamento per la
Clar (Conferenza Latinoamericana dei Religiosi) al fine di
preservarla dall’influenza di una certa Teologia della liberazione.
• Il 19 settembre la Cdf pubblica l’Istruzione "I fedeli
chiamati" che rinnova l’obbligo della pubblica professione di
fede per quanti sono chiamati ad esercitare un ufficio in nome
della chiesa. La precedente professione di questo tipo risale al
Pontificato di san Pio X.
1990
• Il 24 maggio la Cdf pubblica l’Istruzione "Donum veritatis"
sulla vocazione ecclesiale del teologo, intesa risolvere alla radici
fraintendimenti ed ambiguità diffuse nei mesi precedenti all’interno
della Chiesa dai vari "Manifesti" di teologi ribelli.
• La Congregazione per l'educazione cattolica pone il veto alla
Facoltà di Teologia dell'Università svizzera di Friburgo di dare la
laurea "honoris causa" a mons. Rembert Weakland, vescovo di
Milwaukee (USA), noto per alcune interpretazioni del Concilio Vaticano
II che risentono di ambiguità tipiche del post-concilio.
1991
• La Sede Apostolica rimuove il vescovo messicano di Oaxaca, mons.
Bartolomé Carrasco Briseno, compromessosi con alcune frange
estremistiche della Teologia della Liberazione.
• La Santa Sede fornisce alla Conferenza latino-americana dei
Religiosi un sostegno di coordinamento e verifica pastorale, in
considerazione del dilagare di una certa Teologia della liberazione.
• Avvio del riesame dell’edizione della Bibbia stampata dalle
Edizioni Paoline del Brasile, sostenuta da alcuni teologi della
liberazione.
• Sostegno e coordinamento a "Vozes", la più antica editrice
cattolica brasiliana, che vede come direttore dell'omonima rivista
Padre Leonardo Boff. Il religioso, in coerenza con le proprie
idee, lascerà la rivista e l'ordine francescano l'anno dopo.
• Su indicazione della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il
card. Aloisio Lorscheider, arcivescovo di Fortaleza, dimette
tre sacerdoti sposati che insegnavano all'Istituto teologico e
pastorale della città brasiliana.
• La Sede Apostolica interdice dall'insegnamento il teologo e
psicanalista tedesco Eugen Drewermann, le cui opere risultano
viziate da una subalternità verso la psicanalisi più faziosa e anti
scientifica, nonché da banali quanto ingiustificate critiche
all’organizzazione ecclesiastica e al celibato sacerdotale. Poco dopo
viene proibita a Drewermann anche la predicazione. Purtroppo, in
coerenza con il proprio pensiero del tutto secolarizzato, il teologo
ribelle, a marzo, lascia il sacerdozio.
1992
• Il 31 gennaio la Cdf condanna un’opera del teologo moralista
canadese André Guindon le cui tesi sui temi della sessualità
conterrebbero "gravi dissonanze non solo con l'insegnamento del
Magistero più recente, ma anche con la dottrina tradizionale della
Chiesa".
• L’ordine domenicano allontana il teologo Mattew Fox, che già
era stato richiamato nel 1988 dalla Sede Apostolica, perché ribelle
all'insegnamento morale sessuale di Cristo.
• La Sede Apostolica dichiara "fuori luogo" - cioè neanche da
discutere – la proposta dell'arcivescovo di Milwaukee, mons.
Rembert Weakland, di ordinare sacerdoti, in situazioni pastorali
di "estrema necessità", uomini sposati.
• Con la lettera Communionis notio (28 maggio), al Cdf
ripropone la dottrina cattolica a fronte di alcune esagerazioni in
tema di collegialità episcopale.
• La Santa Sede suggerisce un ripensamento sul nihil obstat a
un’opera del domenicano p. Philippe Denis della Facoltà di
Teologia cattolica di Strasburgo per ingiuste e false tesi sull'Opus
Dei.
1993
• Il 22 aprile la sala stampa vaticana rende nota la dichiarazione
finale di un convegno organizzato in marzo dal Pontificio Consiglio
per la Famiglia. Il testo - firmato tra gli altri dal card. Alfonso
López Trujillo, presidente del Consiglio, e da mons. Dionigi
Tettamanzi – riafferma che la contraccezione "corrompe
l'intimità coniugale" e che la comunità cristiana deve opporsi alla
legalizzazione del divorzio.
• In una lettera pastorale comune (10 luglio) tre vescovi tedeschi
(tra essi mons. Karl Lehmann, vescovo di Magonza) si
domandano se un divorziato/a risposato/a che sia in coscienza
convinto/a che il suo precedente matrimonio sia irrimediabilmente
naufragato possa accostarsi alla comunione eucaristica. La Cdf
chiarisce in una lettera ai presuli che ciò non è lecito.
• Il 22 ottobre il Papa riafferma energicamente la legge del
celibato sacerdotale per la Chiesa latina e, aggiunge, di fronte
alle contestazioni e critiche, "bisogna ardire (conservando il
celibato), mai ripiegare".
• Il 28 ottobre, il nunzio apostolico in Messico, mons. Girolamo
Prigione, annuncia la possibile rimozione dalla diocesi messicana di
San Cristóbal de las Casas di mons. Samuel Ruiz.
1994
• Nel gennaio 1994 il quotidiano italiano "Avvenire" vede un
nuovo direttore, Dino Boffo. Organi di stampa attribuiscono la
designazione direttamente al Cardinale Runi, primate d’Italia.
• La Cdf pubblica il 20 dicembre la lettera circolare "A due
anni", destinata ai presidenti delle conferenze episcopali e
riguardante le "opere di sintesi" del Catechismo della chiesa
cattolica. Tale lettera trova ragione anche a causa di alcune
traduzioni in inglese caratterizzate da un linguaggio troppo
secolarizzato sulla concezione della donna.
• Con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis (22 maggio)
il Santo Padre, "in virtù del [suo] ministero di confermare
i fratelli" dichiara che "la Chiesa non ha in alcun modo la
facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale, e
che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i
fedeli".
• La Cdf, nella "Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica circa la
recezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati
risposati" (14 settembre) ribadisce l’impossibilità di dare la
comunione ai cattolici divorziati e risposati.
• La Cdf interviene in merito alla nomina della teologa
femminista Teresa Berger alla cattedra di Liturgia della Facoltà
teologica dell'Università di Bochum, in Germania.
1995
• Secondo il settimanale inglese "The Tablet", il prefetto della
Congregazione per l'Educazione Cattolica, card. Pio Laghi, ha
suggerito venisse cancellata una conferenza che il teologo della
Liberazione Gustavo Gutiérrez avrebbe dovuto svolgere a Roma
nel novembre '94. Gutiérrez, nel 1990, aveva pubblicato un'edizione
riveduta del suo "Teologia della Liberazione" che aveva in parte
fugato i dubbi sulla sua ortodossia.
• La Congregazione per i Vescovi dimette mons. Jacques Gaillot,
vescovo di Evreux (Francia), che con il suo ministero fortemente
secolarizzato e la sua azione politicizzata provocava grave
disorientamento tra i fedeli.
• Su indicazione del sostituto della Segreteria di Stato vaticana
mons. Giovanni Battista Re, e del prefetto della Congregazione per
l'Evangelizzazione dei Popoli, card. Jozef Tomko, il missionario
comboniano p. Renato Kizito Sesana viene rimosso dal suo incarico
di direttore della rivista keniana "New People", divenuta ormai
del tutto priva di ogni finalità missionaria.
• Nell'enciclica Evangelium vitae (25 marzo) il Santo Padre definisce
"democrazie totalitarie" i parlamenti che approvano leggi che
consentono l'interruzione volontaria della gravidanza.
• La Cdf suggerisce ed ottiene dalle Superiore della
congregazione delle "Sorelle di Nostra Signora" di mandare per due
anni in Europa a studiare buona teologia la suora brasiliana Ivone
Gebara, lasciatasi irretire da teorie di stampo femminista.
• Mons. Samuel Ruiz, vescovo del Chiapas, teorico di una chiesa
indigena distinta da quella di Gesù Cristo, resta al suo posto, ma
viene affiancato da un vescovo coadiutore con diritto di successione,
mons. Raúl Vera Lopez.
1996
• Con un editoriale su L'Osservatore romano del 2 febbraio e firmato
"***" (che per consuetudine è indicatore della massima autorevolezza
dell’estensore), la Sede Apostolica condanna le opinioni di 16
teologi moralisti di area germanofona che in un libro avevano
contestato l'enciclica Veritatis splendor "su questioni
fondamentali della dottrina morale" (6 agosto '93) ed affermato
che essa era un tentativo di imporre una posizione teologica di parte.
L'editoriale riafferma il ruolo del magistero papale e l'obbedienza ad
esso dovuta.
1997
• La Cdf scomunica, con una "Notificazione" datata 2 gennaio il
teologo Tissa Balasuriya, poiché con le sue teorie "scalza su
punti essenziali la fede cristiana". Sarà riabilitato, dopo un 'mea
culpa', nel '98. Osservazioni su un libro del p. Balasuriya, erano già
state diffuse nel 1994.
• L'11 febbraio 1997 S. Em.za il Card. Ruini ottiene dal Papa un
decreto inteso ad una maggiore vigilanza sulla Società San Paolo, la
casa delle Edizioni Paoline: Giovanni Paolo II nomina mons.
Antonio Buoncristiani delegato presso la Società S. Paolo, con
l'incarico di "esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente
sia al Superiore generale che al Superiore provinciale". Nel
decreto si specifica "per completezza di informazione" che la
sua autorità si estende sui Periodici "Famiglia Cristiana",
"Jesus", "Vita Pastorale", ecc. e sulle Edizioni S.
Paolo. Alcuni religiosi paolini avevano rifiutato di rimettere alla
direzione don Stefano Andreatta, sottomessosi alle indicazioni del
Vicario di Cristo, da essi ingiustamente destituito. Dopo un
dolorosissimo alternarsi di dichiarazioni e smentite da parte di
alcuni paolini , nell'aprile del '98, viene rimosso dalla guida di "Famiglia
cristiana" il direttore, don Leonardo Zega, definitivamente
allontanato dal giornale il 12 ottobre del '98.
• La Santa Sede, dopo la visita apostolica condotta nel '95 da mons.
Xavier Lozano Barragân nei seminari dei gesuiti in Messico e dopo
l'interessamento del prefetto della Congregazione per l'Educazione
Cattolica card. Pio Laghi, fa chiudere l'Istituto Interreligioso e il
Centro di Studi cattolici di Città del Messico, dipendenti dalla
Conferenza degli Istituti religiosi messicani (CIRM) nonché
l'Istituto Teologico del Collegio Maximo de Cristo Rey con l'annesso
Centro di riflessione teologica retto dalla Compagnia di Gesù.
S. Em.za il card. Laghi indica nell'opzione a favore della Teologia
della Liberazione la causa principale della "confusione e
controversia" diffusa a piene mani dagli istituti.
• La Conferenza dei religiosi colombiani viene biasimata con
una lettera inviata da mons. Tarcisio Bertone, segretario della Cdf,
per le deviazioni riscontrate nella relazione del primo incontro
nazionale di teologia della vita religiosa, svoltosi a Bogotà
nell'aprile 1996 e pubblicate nella rivista "Vinculum" della
Conferenza dei religiosi colombiani. La relazione contiene uno stile "rivendicativo,
aggressivo e critico verso la stessa gerarchia ecclesiastica" e
pretende di elaborare una teologia della vita religiosa "prescindendo
da uno studio serio delle Scritture, della Tradizione e del Magistero".
• Con una Istruzione interdicasteriale (firmata il 15 agosto dai
responsabili di ben otto dicasteri e uffici della Curia Romana) la
Sede Apostolica ristabilisce i giusti limiti della collaborazione
dei laici al ministero dei sacerdoti.
• Il 20 settembre mons. Jorge Medina Estévez, pro-prefetto della
Congregazione per il Culto Divino, scrive a mons. Anthony Pilla,
presidente della Conferenza episcopale statunitense, per comunicargli
che la traduzione inglese dei libri liturgici, compiuta dai vescovi
USA, "non esprime accuratamente" il senso del testo latino e "non
è esente da problemi dottrinali". Sulla questione gli otto
cardinali statunitensi si erano già incontrati a Roma con i cardinali
Medina Estévez e Ratzinger.
• A seguito di una lettera inviata dal prefetto della Congregazione
per l'Evangelizzazione dei popoli Card. Josef Tomko, la Conferenza
episcopale della Corea del Sud sancisce il divieto di pubblicazione
per tre sacerdoti, p. John Sye Kong-seok, p. Paul Cheong Yang-mo
(entrambi docenti dell'Università Sogang di Seul, tenuta dai
gesuiti) e p. Edouard Ri Je-min (professore dell'Università
cattolica di Kwangiu e direttore della rivista "Skinhak Chonmang"). I
tre risultano sostenitori di idee "per nulla conformi alla dottrina
cattolica", in particolare su temi quali il sacerdozio femminile,
il celibato dei preti, l'evangelizzazione e l'inculturazione.
1998
• La Cdf riapre ancora una volta la verifica sulla teologia del
peruviano Gustavo Gutiérrez, che suscita problemi nella Chiesa
latino-americana almeno dal 1983.
• La Cdf pone sotto osservazione il libro del teologo
australiano Paul Collins "Il potere papale. Una proposta di
cambiamento per il cattolicesimo del Terzo millennio". Collins
lascerà purtroppo il sacerdozio nel 2001, rilasciando dichiarazioni
coerenti con le eresie contenute nelle sue opere.
• La Congregazione per il Clero, presieduta dal card. Darío Castrillón
Hoyos suggerisce al vescovo inglese mons. Peter Smith il ritiro
di un testo di religione per le scuole secondarie perché in esso si
sostiene la Teologia della Liberazione.
• Con una Notificazione (24 giugno), la Cdf dichiara che il
gesuita indiano Anthony de Mello ha sostenuto nelle sue opere "posizioni
incompatibili con la fede cattolica". Le opere del De Mello,
benché deceduto da tempo, occupano le scansie di numerose librerie
anche cattoliche.
• Giovanni Paolo II con il Motu proprio Ad tuendam fidem rende
ancora più chiara l'applicazione della professione di fede del 1989.
La lettera è accompagnata da una densa "Nota dottrinale
illustrativa" della Cdf, che illustra come ciascun
teologo debba esplicitamente impegnarsi ad accogliere "fermamente"
verità proclamate "in modo definitivo" dal Magistero, senza che
sia necessaria una esplicita "definizione dogmatica". In tale
categoria, precisa il testo, rientra l'insegnamento papale
sull'ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini.
• Con il motu proprio Apostolos suos (21 maggio) il Papa
chiarisce la natura e i poteri delle Conferenze episcopali. Il
documento trova ragione in casi di travisamento della natura pastorale
e non precipuamente dottrinale delle Conferenze medesime.
• La Cdf richiede ed ottiene l’allontanamento dall'insegnamento
presso la Pontificia Università Gregoriana del teologo gesuita
Jacques Dupuis per il suo libro "Verso una teologia cristiana
del pluralismo religioso". La condanna è pubblicata nel 2001 con
una Notificazione (24 gennaio) nella quale si afferma che nel libro
del gesuita vi sono "notevoli ambiguità e difficoltà su punti
dottrinali di portata rilevante, che possono condurre il lettore a
opinioni erronee o pericolose".
• La Congregazione per l'Educazione Cattolica, presieduta dal card.
Pio Laghi, allontana dalla cattedra di Filosofia del Diritto
dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano il prof. Luigi
Lombardi Vallauri che aveva imprudentemente diffuso su larga scala
bizzarre tesi sull'inferno, sul peccato originale, sull'autorità del
magistero e sulla morale sessuale.
• In Perù, a sostituire il cardinale gesuita Augusto Vargas
Alzamora, da nove anni primate della Chiesa cattolica di Lima, è
chiamato (nonostante una violenta pressione mass mediatica operata
anche da alcuni ecclesiastici) un membro dell'Opus Dei, Mons. Luis
Cipriani. Il Presule, nei dieci anni passati alla guida
dell'arcidiocesi di Ayacucho, si era segnalato per la ferma carità
pastorale verso i seguaci della Teologia della liberazione di stampo
marxista e per la decisa condanna del terrorismo di matrice
socialista.
1999
• Il 6 aprile la Cdf corregge numerose "proposte di
cambiamento" formalizzate da una specie di Sinodo denominato "Dialogo
per l'Austria", in particolare sulla contraccezione, la comunione
ai divorziati risposati, il clero uxorato.
• Il 18 settembre la Segreteria di Stato e la Cdf dispongono il
ritiro dei consultori cattolici germanici dal sistema statale
dei consultori dai quali, per legge, ogni donna che voglia abortire
deve ottenere il certificato di avvenuta consulenza.
• Domenica 27 giugno la Sacra Rota – così riferisce la stampa
nazionale - ordina il sequestro e proibisce la traduzione di un
ignominioso libello dal titolo "Via col vento in Vaticano".
Il portavoce e co-autore confesso del pamphlet, mons. Luigi
Marinelli, è convocato dal dicastero; secondo fonti giornalistiche
è avviato un procedimento inteso alla sua "sospensione a divinis".
• A suor Jeannine Gramick ed a p. Robert Nugent – religiosi
statunitensi – la Cdf vieta "permanentemente ogni attività
pastorale in favore delle persone omosessuali", perché i due, sin
dall’inizio delle loro attività nel 1977, non condannano "la
malizia intrinseca degli atti omosessuali", mettendo inoltre "ripetutamente
in discussione elementi centrali dell'insegnamento della Chiesa"
in materia.
• Il 12 marzo 1999, la presidente dell’Azione Cattolica italiana
Paola Bignardi rettifica in un’intervista al quotidiano Avvenire
alcune dichiarazioni sulle cosiddette "coppie di fatto" rilasciate al
quotidiano social-comunista l'"Unità".
2000
• Il 14 gennaio, in una lettera al presidente della Commissione
Internazionale per la lingua inglese nella liturgia (ICEL), mons.
Maurice Taylor, il segretario della Congregazione per il Culto divino
e la Disciplina dei sacramenti, mons. Francesco Pio Tamburrino, chiede
di ritirare tutte le copie del Libro liturgico dei Salmi
tradotto in inglese, perché contengono errori dottrinali che rischiano
di arrecare un danno alla fede.
• Nel corso dell’anno, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti
approva - con 223 sì e 31 no – un decreto di applicazione della
Costituzione Apostolica Ex corde ecclesiae di Giovanni Paolo II
(del 15 agosto 1990), nella quale il Santo Padre chiedeva di prendere
misure per rafforzare l’identità delle Università cattoliche e
ai docenti delle stesse di ottenere, per insegnare, "referenze" del
proprio vescovo. I vescovi americani dispongono così che "gli
statuti delle università cattoliche istituite dall’autorità
gerarchica, da istituti religiosi o altre persone giuridiche devono
essere approvati dall'autorità ecclesiastica competente" (art.
3,3); nel Consiglio di amministrazione la maggioranza "dovrebbe
essere composta da cattolici impegnati nella Chiesa" (art. 4, 2b);
il presidente dovrebbe essere un cattolico (art. 4, 3a); l'università
dovrebbe cercare di reclutare e nominare come docenti dei cattolici,
in modo che "coloro che sono impegnati nella testimonianza della
fede costituiscano la maggioranza del corpo docente" (art. 4, 4a);
e, soprattutto, "i cattolici che insegnano discipline teologiche in
un'università cattolica devono avere un mandatum da parte
dell'autorità ecclesiastica competente" (art. 4, 4e, 1), ossia il
vescovo della diocesi in cui si trova l'università. Questo mandato,
che deve essere scritto, è "un riconoscimento da parte
dell'autorità della Chiesa sul fatto che un docente cattolico di una
disciplina teologica insegna in piena comunione con la Chiesa
cattolica", e riconosce l'impegno di tale docente a "astenersi
dal proporre come dottrina cattolica qualcosa che è contrario al
magistero della Chiesa". Una volta ottenuto, questo mandato resta
in vigore finché il professore è in carica e "a meno che non gli
venga ritirato dall'autorità ecclesiastica competente" (art. 4,
4e, 4b). Questi temi erano stati efficacemente proposti da S. Em.za il
card. Ratzinger nel corso di un ciclo di conferenze e incontri tenuti
l’anno precedente, nel corso dei quali il Prefetto della Cdf
aveva messo in guardia i cattolici impegnati nelle locali università
da cedimenti nei confronti della modernità.
• In Messico la Sede Apostolica trasferisce alla diocesi di Saltillo
mons. Raúl Vera López, che era già stato inviato alla diocesi
di San Cristóbal de las Casas (Chiapas) come coadiutore con diritto di
successione di mons. Samuel Ruiz. Mons. Vera López era stato
inviato nel Chiapas nel '95 per alcune difficoltà circa la cosiddetta
"teologia india" di mons. Ruiz. Il turbinoso succedersi di eventi
anche violenti e la pressione mass mediatica mondiale, confondono il
vescovo designato e ne consigliano altra destinazione al compimento
dei 75 anni di Mons. Ruiz.
• Nel giugno del 2000, durante un incontro a San Paolo su Aids e
sfide per la Chiesa in Brasile, la stampa attribuisce al
vescovo di Goiás, Eugene Rixen, una frase secondo la quale "tra
il condom e l'espansione dell'Aids, siamo obbligati a scegliere il
male minore". Il presidente del Pontificio Consiglio per gli
operatori sanitari, Mons. Lozano Barragán, suggerisce ed ottiene dalla
Conferenza episcopale brasiliana la diffusione di una Nota di
chiarimento, nella quale si riafferma che l'uso del preservativo,
in qualunque circostanza, è contrario alla dottrina di Cristo.
• La Santa Sede protesta vivacemente presso il Governo italiano perché
impedisca la celebrazione del cosiddetto Gay pride a
Roma e, in particolare, perché le autorità impediscano la grande
manifestazione degli attivisti omosessuali, che malvagiamente
diffondono idee che provocano confusione e sofferenza verso la
categoria di persone che falsamente pretendono di rappresentare.
L'indomani, all'Angelus, il Papa esprime "amarezza per l'affronto
recato al grande Giubileo dell'anno Duemila e per l'offesa ai valori
cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di
tutto il mondo".
• Con la dichiarazione Dominus Iesus (6 agosto) la Cdf
riafferma l’unicità salvifica di Cristo, richiamando
implicitamente all’ortodossia una certa teologia "asiatica" (Cfr. ad
es. i provvedimenti precedentemente adottati a carico del sacerdote
dello Sri Lanka T. Balasuriya).
• A succedere al discusso cardinale brasiliano Paulo Evaristo Arns,
esponente di punta di una certa Teologia della liberazione, che aveva
solidarizzato con il tiranno socialista cubano Fidel Castro, è
chiamato Mons. Claudio Hummes. La nomina del prelato (vicino al
movimento carismatico e nominato appena due anni prima arcivescovo di
Fortaleza, dove aveva provveduto a riordinare l’ex Diocesi del
card. Aloísio Lorscheider secondo le indicazioni della Santa Sede)
avviene nonostante le pressioni mass mediatiche, operate anche da
ecclesiastici, che "esige" la nomina di uno dei vescovi ausiliari di
Arns oppure dell'arcivescovo di Mariana ed ex presidente della Cnbb
(Conferenza episcopale brasiliana) Mons. Luciano Mendes de Almeida.
• La Congregazione per il Culto Divino, il 28 luglio, pubblica una "Istruzione
generale sul Messale romano", che funge da introduzione alla nuova
versione del Messale romano. In essa si ricorda, a fronte di alcuni
casi di abusi, che i laici non possono avvicinarsi all'altare prima
che il celebrante si sia comunicato; non possono mettere nella patena
le ostie consacrate; che devono ricevere la patena dalle mani del
celebrante e non prenderla da soli dall'altare; che il celebrante non
può dare il segno della pace ai fedeli lasciando l'altare.
• Nel settembre 2000 cessa le pubblicazioni il settimanale dell’Azione
Cattolica italiana "SegnoSette", che in troppe occasioni aveva
espresso posizioni divergenti dall’insegnamento cattolico su temi
politici, ecclesiali e morali.
• La Cdf, con una Notificazione del 30 novembre, ottiene
l'abiura del teologo austriaco Reinhard Messner che aveva tra
l’altro sostenuto che "in caso di conflitto è sempre la tradizione,
ovvero la teologia, che deve essere corretta a partire dalla
Scrittura, e non la Scrittura che deve essere interpretata alla luce
di una tradizione successiva (o di una decisione magisteriale)".
2001
• La Cdf, con una Notificazione (22 febbraio) ottiene dal
teologo redentorista spagnolo p. Marciano Vidal la ritrattazione
delle sue tesi su contraccezione, aborto, omosessualità, che si
allontanavano da quelle di Cristo.
• La Cdf inizia le verifica delle teorie del gesuita p.
Roger Haight, nei cui scritti emergono ambiguità nella
cristologia.
• La Sede Apostolica vieta a suor Joan Chittister, teologa
benedettina statunitense, di partecipare in giugno, a Dublino, alla
Conferenza della rete mondiale per l'ordinazione delle donne. La
suora, purtroppo, si ribella.
• Con una Notificazione (17 settembre) le loro Em.ze i cardinali
Ratzinger, Medina Estévez e Darío Castrillon Hoyos (prefetto della
Congregazione per il Clero) ribadiscono l’impossibilità
dell'ordinazione della donna-diacono. Il documento è da alcuni
interpretato come un riferimento indiretto a mons. Samuel Ruiz
che, nella diocesi messicana di San Cristóbal de las Casas, aveva
ordinato circa quattrocento diaconi sposati, accompagnati all'altare,
nella cerimonia dell'ordinazione, dalle loro mogli.
• Nell'esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Oceania
il Papa (22 novembre) chiarisce ai presuli di quell’area geografica
alcuni dubbi (ad es. circa l’atteggiamento verso i divorziati
risposati) emersi nel corso del Sinodo per l’Oceania, celebrato
a Roma nel 1998.
• Il 24 dicembre il Santo Padre riaccoglie nella comunione con la
Chiesa i sacerdoti brasiliani divenuti pseudo tradizionalisti
anche per reazione al clima imperante nella Chiesa che è in Brasile,
che reggevano l’intera Diocesi di Campos. Tra questi sacerdoti,
scomunicati perché seguaci del vescovo scismatico Lefebvre, è
nominato il vescovo della Diocesi, Mons. Licinio Rangel. Si tratta di
un gesto di grande portata ecumenica, che alcuni mass media indicano
come inteso a rafforzare il dialogo con alcune chiese orientali
scismatiche (c.d. "ortodossi").
2002
• Il frate minore francescano svizzero Josef Imbach, docente di
teologia fondamentale alla Pontificia Facoltà teologica San
Bonaventura di Roma lascia l'incarico a seguito di osservazioni su un
suo libro che poneva interrogativi circa la storicità degli eventi
miracolosi narrati nel Nuovo Testamento.
• Con un Monitum del 5 luglio la Cdf preannuncia la
scomunica - a meno di un ravvedimento entro il 22 luglio, che non
avverrà - a sette donne che il 29 luglio, su un battello in
navigazione sul Danubio, tra Austria e Germania, intendono farsi
"ordinare prete" da un vescovo argentino già scomunicato.
• Un comunicato (17 ottobre) della Commissione teologica
internazionale, presieduta dal card. Ratzinger, ribadisce che ragioni
teologiche e storiche impediscono l'ordinazione diaconale delle
donne. Alcuni media dell’area del dissenso intra-ecclesiale
sostengono che tale chiarificazione è da mettere in relazione con
dichiarazioni foriere di confusione attribuite a vari cardinali, come
Carlo Maria Martini, l'ex arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli e
il tedesco Karl Lehmann vescovo di Magonza.
• Il 22 novembre 2002 l'abate di Montevergine, padre Giovanni Tarcisio
Nazzaro, emana nei confronti di don Vitaliano Della Sala – un
controverso sacerdote segnalatosi per la sua attività come
fiancheggiatore di socialisti, comunisti e "no global" - un decreto
(preceduto da due ammonizioni canoniche nel 2000 e 2001) di rimozione
dalla funzione di parroco. Nel provvedimento, fortemente voluto dalla
Sede Apostolica, Dom Nazzaro implora il ribelle di cessare il pubblico
dissenso dal Magistero dei Pastori e dalla Sede Apostolica, di
interrompere la "frequenza di 'centri' e 'associazioni' ben noti
per la diffusione di idee in contrasto con la dottrina e
l'insegnamento della Chiesa e che non rifuggono neanche dalla violenza",
e lo invita a pentirsi di aver trascurato i suoi doveri parrocchiali.
• L'8 dicembre 2002, il Pontificio Consiglio per la Famiglia, con la
prefazione del prefetto del dicastero, il card. Alfonso Lopez Trujillo,
presenta "Lexicon. Temi ambigui e discussi su famiglia vita e
questioni etiche", un pregevole volume nel quale, su tutti i
problemi propagandati dai network di cattolici ribelli - come
contraccezione, divorzio, omosessualità, rapporto tra princìpi
etici cristiani e legislazione civile -, esprime autorevolmente ed
argomenta con efficacia la dottrina proposta dal Magistero papale.
• Il card. Medina Estévez, prefetto della Congregazione per il Culto
Divino, in una lettera del 16 maggio ripete che è "assolutamente
sconsigliabile", "imprudente" e "rischiosa" l'ordinazione
sacerdotale di omosessuali.
2003
• La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di
Vita Apostolica comunica (15 gennaio) ai Superiori e alle Superiori
generali che la Cdf ha ribadito di escludere i transessuali
dalla vita consacrata.
• Con un decreto della Cdf (25 gennaio) - decreto emanato "dal
sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con suprema ed inappellabile
decisione senza alcuna possibilità di appello" - don Franco
Barbero delle Comunità "di base" (Pinerolo) viene "dimesso
dallo stato clericale". Il disgraziato sacerdote, nonostante
ripetuti avvertimenti anche dell’Ordinario diocesano, aveva
ripetutamente e pubblicamente benedetto "matrimoni" tra omosessuali e,
ancor più, aveva predicato una ribellione generalizzata verso la
Chiesa di Cristo, in particolare tra le Comunità sedicenti "di base".
La condanna, purtroppo, non ottiene l’effetto sperato tra le
Comunità "di base".
• Nella "settimana di preghiera per l’unità dei cristiani",
all’udienza del mercoledì, il Papa ribadisce che proprio il primato
petrino è il garante di quest'unità.
• La Cdf propone ed ottiene dalla Commissione dottrinale
della Conferenza episcopale spagnola di far sapere, in un documento,
che le tesi su Gesù Cristo contenute in un libro del teologo Juan
José Tamayo contengono gravi errori dottrinali.
• Con l'enciclica Ecclesia de Eucharistia (17 aprile) il Santo
Padre riafferma la dottrina della transustanziazione - formulata dal
Concilio di Trento - e vieta qualsiasi "intercomunione"
(partecipazione di protestanti alla comunione durante la Santa Messa,
e dei cattolici alla cena protestante) con le chiese di originate
dalla rivolta protestante. L'enciclica ribadisce che i cattolici
divorziati e risposati non possono accostarsi all'Eucaristia,
lamentando inoltre gli "abusi" che, nel post-Concilio, si sono fatti
in materia liturgica.
• Il 24 maggio, a nome del papa, il card. Castrillón Hoyos, celebra
nella Basilica di S. Maria Maggiore in Roma la S. Messa nel rito
cosiddetto "di San Pio V", per le comunità "tradizionaliste"
rimaste fedeli alla Sede Apostolica.
• La Cdf, con le chiarissime "Considerazioni circa i
progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali"
(3 giugno), chiede ai parlamentari e ai politici cattolici di tutto il
mondo di impedire in ogni modo l'approvazione di leggi che ammettano
una qualsiasi equiparazione tra il matrimonio e l'unione di due
persone dello stesso sesso.
• Il 4 giugno viene sospeso a divinis padre Bernard Kroll,
che in occasione del primo Kirchentag ecumenico della storia,
davanti a più di 2.500 persone, aveva celebrato il 31 maggio "una
specie di messa" con pastori protestanti, distribuendo la
comunione a fedeli luterani e prendendo il pane e il vino della ‘cena’
evangelica nella chiesa protestante dei Gethsemani, situata a Berlino
nel quartiere Prenzlauer Berg Nord.
• Giugno. Il Pontificio Consiglio per la Famiglia viene denunciato da
esponenti radical-progressisti italiani per aver pubblicato il
Lexicon. Termini discussi su famiglia, vita e questioni bioetiche
(edizioni EDB), in cui è riportata e motivata (sia alla luce dei
testi magisteriali, sia mediante la sola ragione) la riprovazione
dell’omosessualità.
• Il 7 ottobre, l’arcivescovo scozzese di Edinburgo Keith Patrick
O'Brien, in procinto di ricevere la porpora cardinalizia e oggetto
di calunnie a mezzo stampa, recita una solenne professione di fede
nella quale ribadisce l’obbligatorietà del celibato sacerdotale,
l’immoralità degli atti omosessuali, la piena adesione al Magistero
della Chiesa sulla contraccezione.
• Il 19 ottobre il nunzio vaticano per il Venezuela, Mons. André
Dupuy, condanna il regime socialista di Hugo Chávez,
intervenendo sul periodico "El Nacional" e definendo "una tragedia
umana" la situazione in cui si trova il Paese.
• Sempre il 19 ottobre, a seguito dell’esclusione dell’On. Buttiglione
da una importante carica nella Unione Europea in quanto cattolico, i
cardinali Martino – "Ministro degli Esteri" della Santa Sede - ed
Herranz – Presidente del Pontificio Consiglio per l’interpretazione
dei testi legislativi - segnalano che siamo "di fronte a un’ondata
di fondamentalismo laicista […] il tentativo di fare del
laicismo – non della laicità – una religione di Stato. Con il rischio
di instaurare una forma di totalitarismo laico".
• Il 22 novembre 2003 vede la luce un chirografo del Papa, Per il
centenario del Motu Proprio Tra le sollecitudini
sulla musica sacra. In esso il Pontefice sottolinea "la
necessità di purificare il culto da sbavature di stile, da forme
trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni
alla grandezza dell'atto che si celebra"; mette in guardia dalle
innovazioni musicali: "È chiaro tuttavia che ogni innovazione in
questa delicata materia deve rispettare peculiari criteri, quali la
ricerca di espressioni musicali che rispondono ai necessario
coinvolgimento dell’intera assemblea nella celebrazione e che evitino,
allo stesso tempo, qualsiasi cedimento alla leggerezza e alla
superficialità", restando il canto gregoriano "il
supremo modello della musica sacra".
Pertanto: "il sacro ambito della celebrazione liturgica non deve
mai diventare laboratorio di sperimentazioni o di pratiche
compositive ed esecutive introdotte senza un'attenta verifica".
• Il 4 dicembre viene pubblicata la Lettera Apostolica Spiritus et
Sponsa , di Giovanni Paolo II, per il XL anniversario della
Costituzione conciliare sulla liturgia. In essa si ricordano la
necessaria serietà dei riti liturgici e si mette in guardia sul fatto
che "non rispettando la normativa liturgica, si giunge talvolta ad
abusi anche gravi, che mettono in ombra la verità del mistero e
creano sconcerto e tensioni nel Popolo di Dio". Il Card. Prefetto
Arintze spiega: "c’è una tentazione alla quale si deve resistere:
cioè, quella di pensare che sia una perdita di tempo prestare
attenzione agli abusi liturgici". Il Papa chiede inoltre che sia
coltivata "con maggiore impegno all’interno delle nostre comunità
l’esperienza del silenzio", forma eccellente della partecipazione
liturgica attiva raccomandata dal Concilio.
2004
• Il 25 marzo la Congregazione per il Culto Divino pubblica
l’Istruzione "Redemptionis Sacramentum", un documento su alcune
cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucarestia.
In essa vengono elencati alcuni "abusi liturgici gravi": si
ricorda che non si possono sostituire i testi biblici con altri
considerati più moderni, è necessaria più cautela con danze e balli in
chiesa; è vietato ai laici rivestire ruoli che sono esclusivamente del
sacerdote, pronunciando l'omelia o leggendo il Vangelo. I fedeli che
dovessero riscontrare tali abusi sono autorizzati a denunciarli al
vescovo o alla Santa Sede.
• Il 31 maggio la CdF pubblica la LETTERA ai Vescovi della
Chiesa Cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna
nella Chiesa e nel mondo, nella quale, tra l’altro, viene
confermata la differenza tra i sessi e confutata la teoria del
gender (genere), base teorica della legittimazione delle c.d.
"unioni omosessuali".
• 20 giugno, è rimosso dalla parrocchia di "Maria Santissima Assunta"
a Rignano Garganico (diocesi di San Severo)
don Fabrizio Longhi
che, la notte del 24 dicembre, aveva affidato l'incarico di fare
l'omelia a Pasquale Quaranta, giornalista e militante del
movimento gay.
• Luglio; fonti giornalistiche non smentite svelano l’esistenza di una
lettera della CdF contenente il divieto assoluto di dare la
comunione ai politici cattolici americani che sono favorevoli
all'aborto. La lettera – dell’inizio di giugno - è indirizzata, al
card. Theodore McCarrick, arcivescovo di Washington e al
presidente della Conferenza episcopale stessa, Mons. Wilton Gregory.
• In settembre, nella Diocesi basca di Deusto-San Ignacio a Bilbao,
viene rimosso e destituito un sacerdote aderente al movimento "Noi
Siamo Chiesa", (We are church), don Aitor Urresti,
fautore degli errori in materia morale - propri di quel movimento -
circa la condotta pubblica e privata delle persone omosessuali.
• Il 7 ottobre, a conclusione di anno speciale dedicato al Santo
Rosario, il Santo Padre indice l’Anno dell’Eucaristia. Nella
Lettera Apostolica Mane nobiscum Domine, il Pontefice torna sul
dramma centrale di tutto il Suo Pontificato: "Mistero grande,
l'Eucaristia! Mistero che dev'essere innanzitutto ben celebrato.
Bisogna che la Santa Messa sia posta al centro della vita cristiana, e
che in ogni comunità si faccia di tutto per celebrarla decorosamente,
secondo le norme stabilite". E torna ad invocare un maggiore
silenzio nelle celebrazioni: "le norme ricordano — e io stesso ho
avuto modo recentemente di ribadirlo — il rilievo che deve essere dato
ai momenti di silenzio sia nella celebrazione che nell'adorazione
eucaristica. È necessario, in una parola, che tutto il modo di
trattare l'Eucaristia da parte dei ministri e dei fedeli sia
improntato a un estremo rispetto".
2005
• Il 9 gennaio, il Nunzio Apostolico per il Brasile Mons.
Lorenzo Baldisseri, chiede a dom Pedro Casaldáliga, il noto
vescovo "di base" e guerrigliero di São Félix do Araguaia in Brasile,
di lasciare la città prima dell’arrivo del suo successore.
• Il 10 gennaio, nel messaggio al Corpo Diplomatico accreditato presso
la Santa Sede, il Papa antepone ad ogni altro problema dell’umanità,
anche a quello della fame, "la sfida della vita". Elencando i fattori
di una "cultura della morte" in aborto, fecondazione artificiale,
clonazione, eutanasia, unioni di fatto e omosessuali, il Papa precisa
che: "lo Stato ha come suo compito primario proprio la tutela e
la promozione della vita umana".
• Il 13 gennaio il Santo Padre riceve e si congratula con il
Presidente della regione Lazio, On. Francesco Storace esponente
della destra politica italiana, e gli esprime il suo " vivo
compiacimento per l’approvazione dello Statuto della Regione Lazio.
Esso infatti, oltre a sottolineare il ruolo di Roma come centro del
Cattolicesimo, riconosce esplicitamente il primato della persona e il
valore fondamentale della vita. Riconosce, inoltre, i diritti della
famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e si propone di
sostenerla nell’adempimento della sua funzione sociale, facendo
esplicita menzione dell’Osservatorio regionale permanente sulle
famiglie. Lo Statuto prevede anche che la Regione garantisca il
diritto allo studio e la libertà di scelta educativa".
• Il 24 gennaio, ricevendo i vescovi spagnoli nella visita ad
limina, il Santo Padre denuncia: "Nell'ambito sociale si sta
diffondendo anche una mentalità ispirata dal laicismo,
ideologia che porta gradualmente, in modo più o meno consapevole, alla
restrizione della libertà religiosa fino a promuovere il disprezzo o
l'ignoranza dell'ambito religioso, relegando la fede alla sfera
privata e opponendosi alla sua espressione pubblica".
• Il 7 febbraio la CdF rende nota la condanna del volume
Jesus Symbol of God, scritto da Padre Roger Haight S. J., che
implica la negazione della missione salvifica universale di Gesù
Cristo e, di conseguenza, la missione della Chiesa di annunciare e
comunicare il dono di Cristo salvatore a tutti gli uomini.
• Il 21 febbraio, in un messaggio alla Pontificia Accademia per la
vita, il Santo Padre ribadisce con forza la condanna di aborto,
fecondazione artificiale, eutanasia e ricorda che "la salute non è
un bene assoluto"
• Il 22 febbraio viene sospeso a dinivis per
sei mesi don
Vitaliano della Sala, parroco italiano di S. Angelo a Scala,
partecipante a manifestazioni assieme a
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Giovanni Paolo II: il Papa delle Virtù |
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Nella rivista dell'Università
Cattolica sette docenti parlano di Wojtyla attraverso le virtù
cardinali e teologali |
Giovanni XXIII amava chiamare le virtù le "sette
lampade" della vita cristiana. Se per alcuni sono rimaste confinate nei
ricordi di un catechismo mandato a memoria, le virtù cristiane hanno
illuminato il cammino di intere generazioni, luci - non necessariamente
contrapposte ai "lumi" - per guidare le piccole e le grandi scelte, i
comportamenti quotidiani come le opzioni definitive.Giovanni Paolo II,
nella forza del suo magistero, ma anche ora nel corpo provato dalla
sofferenza, ne è testimone, prima che maestro. Sotto questa luce
Presenza prova a rileggere i 25 anni che, da quel 16 ottobre 1978,
vedono Papa Wojtyla incarnare quelle virtù. Non è un caso che sotto
questo segno abbia iniziato il suo pontificato. Il 25 ottobre del 1978,
nella prima udienza generale del mercoledì, comincia il dialogo con le
migliaia di fedeli che lo attendono nell'aula Nervi proprio parlando di
virtù. Lo fa per dare continuità alle catechesi che il suo predecessore
aveva iniziato.«Giovanni Paolo I - afferma il nuovo Pontefice - voleva
parlare delle "7 lampade" della vita cristiana. Ebbene, oggi io voglio
continuare questo schema, che il Papa scomparso si era preparato e parlare
brevemente della virtù della prudenza». Papa Wojtyla continua così
idealmente la catechesi che Albino Luciani aveva iniziato con le tre virtù
teologali (fede, speranza, carità), affrontando, nelle prime
quattro udienze generali del pontificato, le virtù cardinali: prudenza,
giustizia, fortezza e temperanza. Un modo con cui intese accendere
presso la tomba del suo predecessore quelle lampade che Giovanni Paolo I
non era riuscito a far ardere per la brevità del suo pontificato.
Fede
Speranza
Carità
Prudenza
Giustizia
Fortezza
Temperanza
Questo schema è anche quello che scruta da un orizzonte particolare la
figura complessa ma, in fondo, unitaria, del Papa "venuto da lontano". Lo
sforzo, di certo non facile, è affidato a sette docenti dell'Università
Cattolica, a ciascuno dei quali è stato chiesto di provare a scoprire il
testimone, più che il maestro di ognuna di queste sette lampade. Ne esce
un ritratto originale e, forse, inedito, del Papa. Il Papa delle virtù.
Si legge nel Catechismo della Chiesa cattolica: «Quattro
virtù hanno funzione di cardine. Per questo sono dette «cardinali»; tutte
le altre si raggruppano attorno ad esse. Sono: la prudenza, la giustizia,
la fortezza e la temperanza. «Se uno ama la giustizia, le virtù sono il
frutto delle sue fatiche. Essa insegna infatti la temperanza e la
prudenza, la giustizia e la fortezza» (Sap 8,7). Sotto altri nomi, queste
virtù sono lodate in molti passi della Scrittura» [1805].E ancora: «Le
virtù umane si radicano nelle virtù teologali, le quali rendono le facoltà
dell’uomo idonee alla partecipazione alla natura divina. Le virtù
teologali, infatti, si riferiscono direttamente a Dio. Esse dispongono i
cristiani a vivere in relazione con la Santissima Trinità. Hanno come
origine, causa ed oggetto Dio Uno e Trino» [1812].
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L'ULTIMO MESSAGGIO DEL PAPA AI FEDELI
"E' L'AMORE CHE DONA LA PACE!"
03 Aprile 2005 |
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"Carissimi Fratelli e Sorelle! Risuona anche oggi il
gioioso Alleluja della Pasqua. L'odierna pagina del
Vangelo di Giovanni sottolinea che il Risorto, la sera di
quel giorno, apparve agli Apostoli e 'mostrò loro le mani
e il costato', cioè i segni della dolorosa passione
impressi in modo indelebile sul suo corpo anche dopo la
risurrezione. Quelle piaghe gloriose, che otto giorni dopo
fece toccare all'incredulo Tommaso, rivelano la
misericordia di Dio, che 'ha tanto amato il mondo da dare
il suo Figlio unigenito'".
"Questo mistero di amore sta al centro dell'odierna
liturgia della Domenica in Albis, dedicata al culto della
Divina Misericordia".
"All'umanità, che talora sembra smarrita e dominata dal
potere del male, dell'egoismo e della paura, il Signore
risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia
e riapre l'animo alla speranza. E' amore che converte i
cuori e dona la pace. Quanto bisogno ha il mondo di
comprendere e di accogliere la Divina Misericordia!
Signore, che con la tua morte e risurrezione riveli
l'amore del Padre, noi crediamo in Te e con fiducia ti
ripetiamo quest'oggi: Gesù, confido in Te, abbi
misericordia di noi e del mondo intero".
"La solennità liturgica dell'Annunciazione, che
celebreremo domani, ci spinge a contemplare con gli occhi
di Maria l'immenso mistero di questo amore misericordioso
che scaturisce dal Cuore di Cristo. Aiutati da Lei
possiamo comprendere il senso vero della gioia pasquale,
che si fonda su questa certezza: Colui che la Vergine ha
portato nel suo grembo, che ha patito ed è morto per noi,
è veramente risorto. Alleluia!".
"Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a
Cristo!"
(Giovanni Paolo II , 22 ottobre 1978)
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