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Ricordiamo il Cardinale Corrado Ursi

Un po’ di biografia sul Cardinale Ursi che tanto bene a fatto con le sue opere e con la sua testimonianza di vita. La sua opera è attuale nella diocesi di Napoli, ed i napoletani ed il sottoscritto, per sempre gli saranno grati del suo immenso amore che gli veniva trasmesso da Dio come un fiume in piena.

Il Cardinale Corrado Ursi, Arcivescovo emerito di Napoli, è nato ad Andria il 26 luglio 1908, da una famiglia di commercianti. Dopo aver frequentato il ginnasio nel seminario vescovile di Andria, passò al Pontificio seminario regionale di Molfetta e vi intraprese gli studi di filosofia e teologia. Ordinato sacerdote il 25 luglio 1931, subito dopo venne nominato vicerettore e, pochi mesi più tardi, rettore del Pontificio Seminario regionale di Molfetta. Nei venti anni del suo rettorato realizzò una serie di innovazioni didattiche per evitare il passivo apprendimento e per coinvolgere attivamente ogni seminarista nella propria formazione. In questo stesso periodo tenne numerosi corsi di studio in varie città italiane e s'impegnò nell'apostolato attivo nell'Azione Cattolica. Il 31 luglio 1951 Pio XII lo nominò vescovo di Nardò. Ricevette la consacrazione episcopale il 30 settembre dello stesso anno. A Nardò rimase per dieci anni: promosse la costruzione del nuovo seminario vescovile, tenne numerose settimane di studio per laici e moltiplicò gli sforzi assistenziali a favore dei più poveri e degli infermi. Gran parte della sua azione fu anche diretta a rendere più sensibile la presenza della Chiesa nel mondo del lavoro. Il 30 novembre 1961 Giovanni XXIII lo trasferì alla diocesi di Acerenza, e cinque anni più tardi - il 23 maggio 1966 - Paolo VI lo promosse arcivescovo di Napoli, ove ha provveduto a rinnovare le strutture diocesane alla luce delle direttive conciliari, costituendo un consiglio pastorale e varie sezioni specializzate per la catechesi nei vari ambienti e favorendo la partecipazione dei laici all'attività di evangelizzazione della Chiesa. Particolare importanza ha rivestito nell'azione del Presule quella che lui stesso ha definito: "la bonifica della miseria", e cioè la costruzione di alloggi per i baraccati e di scuole e istituti di formazione professionale per fornire qualificazione ai giovani in cerca di lavoro.
Da Paolo VI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 26 giugno 1967, del Titolo di S.Calisto.
Dal 9 maggio 1987 era Arcivescovo emerito di Napoli.
Il Card. Corrado Ursi è deceduto il 29 agosto 2003.



IL PAPA E LA SANTA SEDE TESTIMONIANO L’IMPEGNO DEL CARDINALE.
30 agosto 2003
UNO ZELANTE E GENEROSO PASTORE IMPEGNATO NEL RINNOVAMENTO CONCILIARE E DOCILE ALLE ISPIRAZIONI DELLO SPIRITO SANTO: COSI’ IL PAPA RICORDA IL CARINALE CORRADO URSI, ARCIVESCOVO EMERITO DI NAPOLI, IN UN MESSAGGIO DI CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL PORPORATO

Inventò la “bonifica della miseria” per risollevare il gregge di fedeli della sua città dalle piaghe sociali che l’affliggevano endemicamente. E rivoluzionò la vita pastorale, alla luce delle direttive conciliari. Per questo, e per molti altri meriti ancora - dettati da un cuore che non cessava di cogliere occasioni di portare aiuto e da un’intelligenza in grado di pianificarle - la città e la Chiesa di Napoli lo ha amato affettuosamente fino alla fine. Fine che per l’arcivescovo emerito del capoluogo partenopeo, il cardinale Corrado Ursi, è sopraggiunta ieri, alle 16.25, all’età di 95 anni. Giovanni Paolo II, nel telegramma di cordoglio inviato al successore di Ursi, il cardinale arcivescovo di Napoli, Michele Giordano, afferma di ricordare “con ammirazione” la “feconda e molteplice attività apostolica” del porporato scomparso. Un’attività, scrive il Papa, “animata dal desiderio di applicare gli orientamenti pastorali del Concilio Vaticano II, promuovendo un autentico rinnovamento ecclesiale fedele a Cristo e sempre docile alle ispirazioni dello Spirito Santo”.

Autentico rinnovamento: la diocesi di Napoli reca ancora in molte sue zone e strutture i segni dell’azione pastorale intrapresa dal cardinale Ursi, nei suoi ventuno anni di servizio episcopale, dal 1966 al 1987. In precedenza, subito dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta nel ’31, il porporato – nato ad Andria nel 1908 - era stato vicerettore e poi rettore, nell’arco di 20 anni, del Seminario di Molfetta e successivamente vescovo a Nardò. Nel 1961, in veste di arcivescovo della diocesi lucana di Acerenza, aveva preso parte ai lavori del Vaticano II, i cui insegnamenti e le cui aperture divennero per il cardinale Ursi - elevato alla porpora da Paolo VI nel ’67 - materia per un’intensa opera di solidarietà, tradotta in opere in favore di Napoli e dei suoi cittadini. Girando gli angoli della sua diocesi, il defunto arcivescovo si rese presto conto che le sacche di degrado in cui molta parte della popolazione era costretta potevano venire arginate con una serie di interventi mirati. Ecco, dunque, l’idea della “bonifica della miseria” che nel corso degli anni – grazie ad un centro studi istituito presso la curia - metterà a disposizione dei baraccati, degli ex carcerati, degli analfabeti, dei minori, una serie di strutture di accoglienza, di scuole, di case. Compreso un centro di qualificazione per bambini in attesa di assistenza. Non meno ardente è lo zelo pastorale, già manifestatosi con le sue caratteristiche di generosa dedizione negli anni precedenti al trasferimento a Napoli. Nell'arcidiocesi partenopea, il cardinale Ursi rinnovò le strutture diocesane secondo quanto indicato dal Concilio, costituendo un consiglio pastorale e va­rie sezioni specializzate per la catechesi nei vari ambienti e favo­rendo la partecipazione dei laici all'attività di evangelizzazione. Decise la fusione in un’unica grande struttura universitaria della facoltà teologica diocesana con quella omologa dei Gesuiti e fece istituire l’Idim, l’Istituto diocesano per l’iniziazione ai ministeri, grazie al quale Napoli può vantare, con i suoi 206 membri, il più alto numero di diaconi permanenti in Italia. Con la sua presenza, la sua parola, l'apertura eccezionale del suo cuore, creò il clima di quella “nuova stagione della vita pastorale napoletana“, che Paolo VI mise in risalto nell'udienza accordata ai pellegrini di Napoli di ritorno da Lour­des il 29 settembre 1966. “Il suo zelo arrivava fino all’idealismo”, ha dichiarato il cardinale Giordano, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire. “Sì, era davvero un grande uomo di Dio, innamorato di Gesù e della Chiesa”. Il Cardinale Ursi nonostante gravemente ammalato e sofferente, nei momenti di maggior dolore si recava nella sua cappellina per lodare il Signore. E diceva sempre con gran forza: “ Bisogna vivere e testimoniare Dio fino in fondo”. La sua vita è stata una preghiera ed una testimonianza perpetua a Dio! Con tanto amore nel cuore ne diamo testimonianza.
 
 
LA VISITA DEL CARDINALE CORRADO URSI  A MEDUGORJE, ARCIVESCOVO DI NAPOLI A RIPOSO

Dal 22 al 24 novembre il cardinale Corrado Ursi, arcivescovo di Napoli a riposo, è giunto in visita privata a Medugorje. Pur avendo 94 anni ha voluto venire a Medjugorje compiendo un viaggio in auto di 1450 km. Il cardinale era accompagnato da Monsignor Mario Franco, Padre Massimo Rastrelli e Padre Vincenzo di Muro.

Durante il suo soggiorno presso il santuario della Regina della Pace il cardinale Ursi ha incontrato i veggenti ed è stato presente all'apparizione della Vergine. Non ha nascosto l'entusiasmo provato durante la sua visita.

Il cardinale Ursi ha scritto un volumetto intitolato "Il Rosario" (alla sua sesta edizione), nel quale scrive anche: "A Medjugorje ed in altri luoghi appare la Vergine."

Ecco le sue impressioni:

"Sono venuto qui per pregare e non per discutere. Desidero una vera conversione. Quanta gioia e grazia per essere presenti qui!" Dopo l'apparizione della Madonna alla veggente Marija Pavlovic, alla quale è stato presente, il cardinale Ursi ha dichiarato: "Sono certo che la Vergine abbia chiesto la remissione di tutti i miei peccati".